PRESSIONE FISCALE IN ITALIA - Alzi la mano chi non si è mai lamentato della pressione fiscale in Italia.

Palermo
08:00 del 11/07/2019
Scritto da Samuele

PRESSIONE FISCALE IN ITALIA - Alzi la mano chi non si è mai lamentato della pressione fiscale in Italia. Le tasse sono tante, le tasse sono troppo elevate, le tasse sono impossibili per i cittadini, le tasse uccidono le imprese.

A dare manforte ai cittadini che si lamentano delle tasse ci si mette anche l’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che punta il dito contro l’Italia e accusa: il vostro Paese ha la pressione fiscale alle stelle.

PRESSIONE FISCALE IN ITALIA -Si accoda il Centro Studi ImpresaLavoro, importante osservatorio economico italiano: la sua rilevazione più recente sulla «libertà fiscale» in Europa dice che l’Italia è all’ultimo posto, che si trova «fiscalmente oppressa» insieme ad altri sette Stati, tra cui Germania e Francia (gli altri due Paesi europei del G7, visto che la Gran Bretagna è uscita dall’Ue). Redditi d’impresa, Iva, trattenute sulla busta paga: metà di quello che guadagniamo va allo Stato. Siamo messi bene, insomma

Sono poco più dell’11% coloro che risultano avere un reddito superiore ai 35 mila euro lordi. Quasi il 25% guadagna meno di 7.500€, la gran parte sta tra i 7.500€ e i 35 mila.


PRESSIONE FISCALE IN ITALIA -Il risultato è che si riesce a raggiungere la maggioranza assoluta del gettito versato solo prendendo le imposte pagate dai contribuenti tra i 20 mila€ e i 55 mila€, ovvero il ceto medio puro e semplice, impiegati, operai, quadri al massimo, escludendo i dirigenti, i più ricchi.

Volendo guardare il gettito cumulato, partendo da quello generato dai più ricchi, si deve raggiungere lo scaglione tra i 35 mila e i 55 mila euro per ottenere più del 50% del versato. Ovvero basta percepire 36 mila lordi e si è già nella metà più ricca da cui proviene la maggioranza delle tasse.

Tra i pensionati è sufficiente superare i 20 mila euro, solo tra gli autonomi bastano coloro che percepiscono più di 55 mila€ per avere la gran parte del gettito.

Non è così in altri Paesi. Un esempio completamente diverso è costituito dagli USA.

Oltreoceano coloro che dichiarano meno di 50 mila$ sono il 62%, ma pagano solo il 7% delle imposte (share of revenue). La maggioranza assoluta del gettito proviene da coloro che superano i 200 mila dollari, ovvero il 4,3% degli americani. Il punto è che metà di coloro che si ritrovano al di sotto dei 50 mila$ denunciano zero reddito tassabile, grazie alle generose detrazioni che caratterizzano il sistema USA.

Gli USA sono lontani, certo, eppure troviamo un modello più fondato sul reddito dei più ricchi anche in Germania, Paese per molti versi più simile al nostro.Nel Paese di Angela Merkel vi è un maggiore egualitarismo che in USA, il reddito è distribuito in modo più spalmato, e lo scaglione che paga la maggioranza relativa delle imposte è quello tra i 70 e i 125 mila euro.I dati sono del 2010, ma non vi sono state significative riforme nel frattempo.

In Italia, ricordiamolo, è quello tra i 20 e i 35 mila.Così guardando anche qui al gettito cumulato, sono coloro che sono al di sopra di 70 mila euro a pagare la maggioranza assoluta delle tasse, non chi ha più di 35 mila come in Italia

Anche considerando il divario di reddito tra i due Paesi, la differenza è enorme.


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Categorie: , Economia, Lavoro


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