Parlare di adolescenti e sesso è ancora un tabù, ma Netflix ha deciso di infrangerlo con la nuova drammedy Sex Education, disponibile sulla piattaforma di streaming dal prossimo 11 gennaio.

Trento
16:00 del 11/01/2019
Scritto da Luca

Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna. Le parole di questo proverbio racchiudono alla perfezione la vita del giovane Otis (un brillante Asa Butterfield), adolescente, vergine e terrorizzato dal sesso che, nonostante ciò, ha una conoscenza della materia decisamente superiore ai suoi coetanei e riesce quindi a mettere in piedi uno studio di sessoterapia per teenager.

Parlare di adolescenti e sesso è ancora un tabù, ma Netflix ha deciso di infrangerlo con la nuova drammedy Sex Education, disponibile sulla piattaforma di streaming dal prossimo 11 gennaio. La rappresentazione della sessualità nei ragazzi protagonisti di serie tv è sempre stata molto stereotipata: si passa dal giovane mostrato come totalmente succube dei suoi ormoni e costantemente alla ricerca di sesso, al personaggio romantico che vive la sessualità come un film Disney. Una rappresentazione non veritiera, lontana da quelle che sono le problematiche, in certi casi le disfunzioni e le paure di un adolescente.

Sex Education, come esprime chiaramente il titolo, parla realmente di sesso e affronta tutte le tematiche che possono interessare un adolescente, dalla prima volta all’aborto, ma porta sul piccolo schermo anche i problemi attuali legati all’utilizzo delle nuove tecnologie, come il sexting e il porn revenge.

Il sesso di Sex Education però, non è un sesso ostentato né tanto meno un sesso finto e patinato, bensì un sesso reale che deve fare i conti con le difficoltà quotidiane.

Se per le tematiche non può non ricordare l’americano e irriverente Big Mouth, Sex Education mostra invece sin dalle prime scene il suo essere assolutamente inglese, non solo nelle ambientazioni, ma anche nello humor.

Il personaggio più comico e probabilmente meglio riuscito della serie è Jean, terapista sessuale e madre di Otis. Ritroviamo una Gillian Anderson in un ruolo completamente lontano da quelli in cui siamo abituati a vederla e proprio per questo si nota ancora di più la bravura dell’attrice che sembra essere tagliata per rovinare la vita al figlio. Otis, infatti, vive con la madre dopo che i suoi genitori hanno divorziato per scelta del padre, anche lui terapista del sesso. Se da un lato Otis è cresciuto in un ambiente estremamente libero (la madre, che ha arredato casa con soprammobili fallici e arte erotica, parla continuamente di sesso con il figlio senza rendersi conto di metterlo in imbarazzo), dall’altro, a causa del divorzio dei genitori, il ragazzo ha associato il sesso ha un elemento che può distruggere la vita, a tal punto che Otis non riesce neanche a masturbarsi.

A dare il via all’attività di sessoterapia di Otis è Maeve (Emma Mackey): dopo aver visto l’abilità del protagonista nel dare consigli al bullo della scuola che aveva assunto troppe pasticche di Viagra, la ragazza intuisce subito le potenzialità, anche economiche, di questa attività. Maeve capisce che gli adolescenti si sentono soli e confusi e sarebbero disposti a tutto per avere un consiglio, una guida esperta che non li metta in imbarazzo (nessun personaggio della serie riesce a parlare liberamente di sesso in famiglia, neppure Otis) e che possa aiutarli a superare tutti quei problemi spesso causati dall’ignoranza.

Maeve, come tutti i personaggi della serie, appare in un primo momento come il più classico stereotipo della ragazza ribelle, che si veste e si trucca in maniera diversa dalle coetanee e che proprio per questo viene esclusa. In realtà Maeve, come quasi tutti i ragazzi con cui si confronterà Otis, è un personaggio ben delineato e sfaccettato. La creatrice della serie, Laurie Nunn, gioca con gli stereotipi del genere e li utilizza in maniera molto furba per riuscire ad introdurci immediatamente nel mondo di Otis. Se in un primo momento ci troviamo di fronte ad una scuola in cui i nerd sono sfigati e non sanno nulla di sesso, gli sportivi sono bulli e popolari ma soffrono di patologie sessuali e le ragazze sono tutte romantiche in attesa del principe azzurro, in breve tempo tutti gli stereotipi vengono sovvertiti e, abbandonati i cliché, Nunn riesce a disegnare un’umanità variegata e credibile.

Come Eric (Ncuti Gatwa), migliore amico di Otis e gay dichiarato. Nonostante le battute sullo smalto, il personaggio di Eric compie una sorprendete crescita, puntata dopo puntata, una scoperta non tanto della sua sessualità (su cui non ha dubbi), ma un percorso di crescita interiore in cui qualunque spettatore si può identificare.

Da: QUI

 


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Categorie: , Sesso


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