Anche l'impotenza sembra essere scritta nei geni. E' stata infatti trovata un'area del genoma associata a un aumento del rischio di disfunzione erettile, cosa che apre clamorosamente le porte a potenziali nuove terapie per gli uomini che non rispondono ai trattamenti disponibili

Avellino
16:00 del 10/10/2018
Scritto da Gerardo

Anche l'impotenza sembra essere scritta nei geni. E' stata infatti trovata un'area del genoma associata a un aumento del rischio di disfunzione erettile, cosa che apre clamorosamente le porte a potenziali nuove terapie per gli uomini che non rispondono ai trattamenti disponibili. A firmare il lavoro esperti del Kaiser Permanente, che pubblicabo i risultati sulla rivista 'Proceedings of the National Academy of Sciences'.

La disfunzione erettile, ossia l'incapacità di ottenere e mantenere un'erezione sufficiente per l'attività sessuale, è una condizione comune e anche 'costosa' (in termini economici e psicologici) per gli uomini di età prevalentemente media o anziana. La malattia è legata a molte cause, come fattori neurologici, ormonali e vascolari e le terapie esistenti si basano su questi fattori, ma molti uomini non ne giovano: esisteva già il sospetto che la genetica potesse influire (e far fallire le cure) in circa un terzo dei casi, ma finora la ricerca non era riuscita a creare un'associazione con nessuna posizione genomica specifica.

Sesso, l'impotenza è scritta nei geni.  Disfunzione erettile: la scoperta

Il nuovo studio ha scoperto che variazioni in un punto specifico del genoma - chiamato locus genetico - vicino al gene Sim1 sono significativamente associate a un aumentato rischio di disfunzione erettile. "E' la prova a lungo ricercata che esiste una componente genetica della malattia", afferma l'autore principale dello studio, Eric Jorgenson, della divisione di ricerca Kaiser Permanente Northern California. "Si tratta di una scoperta entusiasmante perché apre la porta a indagini su nuove terapie genetiche".

I ricercatori hanno condotto uno studio di associazione genome-wide in due coorti eterogenee. La prima comprendeva 36.648 uomini coinvolti nel programma di ricerca Kaiser Permanente su geni, ambiente e salute. Questi dati sono stati poi verificati in una coorte di 222.358 uomini della Biobanca britannica. Lo studio ha rilevato che le variazioni nel locus Sim1 erano associate a un aumento del rischio del 26% di disfunzione erettile, un numero che risulta indipendente da fattori di rischio di impotenza, come l'indice di massa corporea. L'associazione è stata rilevata anche nel campione U.K. Biobank, fornendo una forte conferma dei risultati. Il gene Sim1 - spiegano infine gli esperti - è noto per essere parte di una via di segnalazione che svolge un ruolo centrale nella regolazione del peso corporeo e della funzione sessuale.

Da: QUI

 


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Categorie: , Sesso


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