Lo afferma una sentenza del giudice di pace. La soluzione per i comuni è adeguarsi o spingere sul pagamento attraverso lo smartphone

Catanzaro
06:40 del 19/05/2018
Scritto da Sasha

La notizia farà male a quei comuni che fanno cassa con multe e soste sulle strisce blu, ma è un sollievo per tutti gli automobilisti. Una sentenza del giudice di pace di Fondi (Latina) ha stabilito che possiamo ritenerci “autorizzati a parcheggiare gratis, in mancanza di dispositivi attrezzati col bancomat e senza il rischio di essere multati”. Il ricorso è stato fatto da una praticante fresca di studi di giurisprudenza, che lo scorso settembre, dopo aver parcheggiato la sua auto sulle strisce blu, non avendo monete per pagare la sosta (altro che bancomat, buona parte dei parchimetri nazionali non accetta nemmeno le banconote), era stata praticamente costretta a non fare il ticket, trovando così, al suo ritorno, una multa da 41 euro.

A distanza di cinque mesi il giudice di Fondi ha dato ragione alla ragazza richiamando, nello specifico, la legge di stabilità 2016 che stabiliva per i comuni l’obbligo entro il primo luglio dello scorso anno di abilitare i parcometri ad accettare i pagamenti con bancomat e carte di credito.

Molte amministrazioni sono corse ai ripari per proteggere una delle entrate più sostanziose per la tenuta dei bilanci pubblici, ma parecchie, come nel caso laziale, sono ancora indietro, appellate ad una “oggettiva impossibilità tecnica” che, tuttavia, si verifica esclusivamente in poche zone non coperte da rete cellulare. Ed è così che in Italia, dei circa 25mila parcometri presenti, quelli abilitati ai pagamenti elettronici e quindi conformi alla legge di stabilità di due anni fa non superano il 50%, come ha stabilito un’indagine promossa da Parkeon, azienda specializzata nella mobilità urbana.


Nonostante questa mancanza, i comuni continuano a sanzionare. La sentenza di Fondi cambia, dunque, questo scenario e crea un precedente: da una parte tutti coloro che sono stati multati per lo stesso motivo potrebbero, infatti, fare ricorso per non pagare la sanzione, dall’altro questo comporterebbe una cospicua perdita di incassi per i gestori dei parcometri. A mettere d’accordo tutti potrebbe pensarci la tecnologia, che consente di pagare la sosta con lo smartphone. Dando per scontato l’opzione tramite sms che oramai è attiva pressoché in tutta Italia, molti comuni stanno stringendo accordi con più di una società che consenta di pagare direttamente attraverso un’app. Basta scaricarla sul telefono, registrare la propria targa e la propria carta di credito, inserire il codice dell’area presente sui cartelli e pagare con un tap sullo schermo. I vantaggi sono per tutti: per gli utenti, che hanno una soluzione comoda e veloce per saldare il conto e rinnovare il parcheggio dal telefono; ma anche per i comuni che incassano di più e possono risparmiarsi le spese per gli ausiliari del traffico.

La più diffusa è Easypark, la soluzione svedese presente in Italia e in tutta Europa con una copertura di oltre 500 città, anche se è soggetta al pagamento di una commissione: da 2,39 euro al mese, oppure del 15% sulla singola sosta (circa 20 centesimi in media) – tranne a Milano, Roma, Quartu e Sant’Elena, dove è il comune a sostenere la spesa. Altrimenti si può scegliere tra SostaFacile, ParkAppy, MyCicero e Phonzie, oltre a Telepass Pyng per chi ha il Telepass. Gli ausiliari del traffico controllano in tempo reale la regolarità del pagamento digitando il numero della targa sui propri palmari: tuttavia è bene ricordare loro l’esistenza del pagamento con le app, esponendo un tagliando sul parabrezza che afferma di aver pagato con uno di questi portali – è obbligatorio a Milano, Monza, Napoli e Pavia.

La copertura è pressoché totale anche se dipende dalle convenzioni strette dalle singole amministrazioni: a Milano puoi usare Pyng, EasyPark e MyCicero; a Roma va bene il servizio svedese o quello offerto da Telepass oltre a ParkAppy e Phonzie. Ma si fa poche distinzioni tra metropoli e centri medio-piccoli: si può pagare con la app a Torino, Palermo, Bologna, Verona e Napoli così come a Brescia, Modena e Novara o in città più piccole come Cervia, Casale Monferrato o Altopascio. L’unica grande eccezione è Firenze, la terza città più “multata” d’Italia secondo una ricerca di Quattroruote, in cui è disponibile l’app Tap&Park, ma bisogna prima essere registrato presso l’azienda di mobilità del comune, altrimenti pagare con lo smartphone equivale a buttare via i soldi. Ma proprio nel capoluogo toscano si è pensato alla soluzione definitiva che permetterà di dimenticarsi del parcheggio e delle strisce blu: il parking sharing. Si chiama Sparky e ti consente di prenotare e condividere posti auto inutilizzati quando i proprietari sono al lavoro o in vacanza. In pratica chi ha un box o un posto assegnato in un piazzale mette in offerta il parcheggio e chi lo sta cercando nelle vicinanze può prenotarlo, con l’opportunità di utilizzare l’app sullo smartphone per aprire direttamente sbarre e garage. Un modo alternativo per risparmiare e evitare di prendere la multa sulle strisce blu.

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