Marcello Foa è il nuovo presidente della Rai e quasi verrebbe voglia di pagare il canone doppio.

Potenza
08:30 del 28/07/2018
Scritto da Gregorio

Marcello Foa è il nuovo presidente della Rai e quasi verrebbe voglia di pagare il canone doppio.

Sulla sua pagina Facebook, che vi invitiamo a seguire cliccando qui, ha commentato così la nomina:

«Sono orgoglioso ed emozionato per la nomina a presidente della Rai, che è giunta inaspettata nell’arco di pochissime ore. 

Ringrazio di cuore il primo ministro Giuseppe Conte, i vice premier Matteo Salvini e Luigi di Maio, il sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti, il ministro dell’economia Giovanni Tria per la fiducia accordatami.

Mi impegno sin d’ora per riformare la Rai nel segno della meritocrazia e di un servizio pubblico davvero vicino agli interessi e ai bisogni dei cittadini italiani.

Sin dai tempi del mio maestro Indro Montanelli, mi sono impegnato per un giornalismo intellettualmente onesto e indipendente e da oggi rinnovo questo impegno morale nei confronti dei giornalisti e di tutti i collaboratori della Rai.

Grazie di cuore al Gruppo Corriere del Ticino per questi splendidi anni trascorsi assieme. E’ stato un onore, lascio con commozione una squadra meravigliosa».

Vi proponiamo un estratto di un’intervista che Foa aveva rilasciato per il canale Youtube Crescere Informandosi.

Marcello Foa sui vaccini

Il video originale è stato caricato lo scorso 3 dicembre. L’intervistatore chiede: “Manipolazione dell’informazione e vaccini: che idea si è fatto?“.

Prima di tutto Foa ci fa sapere che in Svizzera, dove vive, i vaccini non sono obbligatori, la gente può scegliere di non vaccinarsi eppure la popolazione non è particolarmente malata.

Poi prosegue: “Ho parlato con dei medici che ti dicono: iniettare 12 vaccini (gli obbligatori sono 10, ndr) in un arco di tempo molto stretto, nel corpo di un bambino, provochi uno shock nel corpo del bambino molto forte, che rischia di danneggiare quello che è il suo normale equilibrio“.

Continua: “Secondo me i vaccini dovrebbero essere limitati allo stretto indispensabile, e solo per malattie davvero gravi“.

Ancora: “Da bambino non c’era il vaccino contro la rosolia e neanche contro il morbillo… e non era una malattia così terrorizzante come lo è oggi. Per cui c’è anche molta strumentalizzazione e, forse, quello che provoca poi è una reazione da parte del pubblico: la sensazione di essere ingannati“.

E conclude: “Un conto è un consiglio medico ragionato, un conto è l’imposizione di uno Stato che criminalizza chi osa mettere in dubbio… è questo l’aspetto inquietante“.

Da: QUI


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Categorie: , Politica


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