Lodi, mensa vietata ai figli degli immigrati: polemiche e contraddizioni

Lodi
08:00 del 17/10/2018
Scritto da Luca

Lodi, mensa vietata ai figli degli immigrati: polemiche e contraddizioni

A Lodi il sindaco Sara Casanova (Lega) vieta l’accesso a mense e scuolabus per gli extracomunitari che non hanno presentato un certificato che dimostri di non possedere beni immobiliari e rendite.

Questi certificati, a detta dei richiedenti, sono molto difficili da ottenere, soprattutto se si è in Italia da molti anni.

Supti racconta di essere andata direttamente in Bangladesh, ma di non essere riuscita a ottenere nulla, poiché nel suo Paese d’origine non esistono documenti simili.

Cosa è successo davvero nella mensa di Lodi?

Alle accuse, il sindaco del comune lombardo, risponde: “Nessuno esclude a nessuno il mondo della scuola, ma se uno non ha i documenti necessari dovrà pagare la tariffa più alta”.

E se qualcuno dovesse essere impossibilitato nel trovare i documenti? “Il caso specifico sarà verificato, ma non può avvenire dall’oggi al domani.”


Per ora coloro che hanno presentato la certificazione necessaria sono 5 su 259. In questi giorni bambini sprovvisti di documentazione, come annunciava la norma, hanno mangiato con il pranzo al sacco portato da casa.

Probabilmente sarà davvero difficile riuscire a reperire questi atti, ma per i genitori dei bambini extracomunitari non è stato per niente complesso chiedere aiuto a varie associazioni, tra cui il Coordinamento Uguali Doveri, e insieme richiedono di pagare i buoni mensa a un prezzo ridotto, poiché impossibilitati a spendere di più.

Nel frattempo l’organizzazione, grazie a una presunta raccolta fondi, donerà 60mila euro per coprire le spese. Così facendo, i bambini potranno tornare alla mensa fino a dicembre, ma il problema non si può dire concluso.

Qui sorge la domanda: questi soldi andranno per le mense dei bambini della città sia italiani che stranieri? E qui casca l’asino.

Dopo questo inneggiare al “razzismo” contro gli extracomunitari ormai fritto e rifritto, il Coordinamento Uguali Doveri ha deciso di donare migliaia di euro per i bambini, i quali devono avere solo un requisito.

Essere poveri? No, essere extracomunitari, quindi niente da fare per i bambini poveri italiani. Loro non hanno bisogno di donazioni.

Perché questa certificazione può essere davvero importante? Basti pensare che uno straniero può detenere case o terreni nel proprio Paese d’origine, poiché probabilmente lì l’acquisto di un immobile potrebbe risultare più accessibile in termini economici rispetto che in Italia.

Non è forse buonsenso chiedere a coloro che vogliono frequentare la scuola quale sia il loro reddito? Per il Presidente della Camera Roberto Fico, la Casanova deve assolutamente scusarsi e reinserire i bambini:

“Ogni volta che si crea un’ingiustizia, il nostro Paese è sempre pronto a rispondere. I nostri valori, a partire da quelli costituzionali, sono saldi”, ha dichiarato Fico.

Non è di queste stesse vedute il vicepremier Salvini, il quale difende il sindaco e dichiara “Basta coi furbetti”.

All’interno dell’alleanza gialloverde, come in questi mesi siamo stati abituati di constatare, i pareri non sono (quasi) mai uniformi.

Di Maio, su Instangram, ieri ha deciso di pubblicare una foto dell’articolo riguardante la vicenda, con una didascalia che dice:

“I bambini non si toccano! Lo Stato sarà sempre dalla parte dei bambini. Sono contento che gli italiani hanno risposto dando prova della loro grande solidarietà”.

I due partiti al governo sono quindi agli antipodi sulla questione.

Da: QUI

 


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Categorie: , Cronaca, Denunce, Sociale


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