SEMPRE PIU' LAUREATI SCAPPANO DALL'ITALIA - Dal 2003/04 al 2017/18 le università hanno perso oltre 40mila matricole, registrando una contrazione del 13%.

Perugia
11:35 del 07/06/2019
Scritto da Luca

SEMPRE PIU' LAUREATI SCAPPANO DALL'ITALIA - Dal 2003/04 al 2017/18 le università hanno perso oltre 40mila matricole, registrando una contrazione del 13%. E' quanto emerge dai Rapporti Almalaurea sul profilo e la condizione dei laureati. Il calo delle immatricolazioni risulta più accentuato al Sud (-26,0%), tra i diplomati tecnici e professionali e tra coloro che provengono dai contesti familiari meno favoriti, con evidenti rischi di polarizzazione.

Immatricolazioni però che tornano ad aumentare con un + 9,3% nel 2017-2018 rispetto al 2013-2014. Sempre secondo il sondaggio, il 5,7% dei laureati italiani di secondo livello, soprattutto a causa delle difficoltà del mercato del lavoro dovuto alla crisi economica, è andato a lavorare all'estero e il numero tende a crescere.

SEMPRE PIU' LAUREATI SCAPPANO DALL'ITALIA -"Sono molteplici i segni più - ha spiegato il presidente di AlmaLaurea, Ivano Dionigi -. Più immatricolati, più mobilità, più laureati stranieri, più esperienze all'estero, migliorano l'occupazione e la retribuzione, ma non ci sono campane da suonare a festa, non sono incrementi strutturali, dobbiamo recuperare ancora il gap maturato negli anni della crisi. L'altro problema è il Sud che perde diplomati e laureati: un divario che stenta a colmarsi. Il Sud fra 10 anni rischia di essere un guscio vuoto".


SEMPRE PIU' LAUREATI SCAPPANO DALL'ITALIA -Un movimento demografico verso l'estero che dalla crisi economica internazionale del 2009 a oggi ha coinvolto oltre un milione di italiani non solo verso Marocco e Thailandia che contano insieme quasi 10mila espatriati, ma anche verso Malta che schiera una comunità di oltre 4.500, il Portogallo con più di 6.500 persone, oppure ci sono i circa 5.200 connazionali che hanno scelto la Tunisia o i 10.700 che hanno puntato sui Caraibi. La qualità della vita fra consumi e servizi diventa uno dei principali parametri di valutazione anche per chi, conclusa la propria stagione professionale, deve decidere come organizzarsi il futuro, ma è chiaro, sottolinea Uecoop, che non tutti possono o vogliono trasferirsi all'estero lasciando casa, figli, nipoti o amici.

E allora insieme a una crescita economica che favorisca la vita delle famiglie, in un Paese come l'Italia dove ci sono 13,5 milioni di persone sopra i 65 anni, destinate con gli anni ad aumentare la gestione della terza età diventa un punto fondamentale del welfare sia sul fronte pubblico che su quello privato con un sempre maggiore coinvolgimento delle oltre 9.700 cooperative sociali che si occupano anche di assistenza sul territorio nazionale.


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Categorie: , Denunce, Sociale


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