Più spread, capitali in uscita, negozi chiusi e meno lavoro. Il prezzo del governo

Milano
10:30 del 21/08/2019
Scritto da Samuele

FINE DEL GOVERNO DEL "CAMBIAMENTO".... Dovevano abolire la Fornero, la povertà, i migranti. E poi rialzare la testa in Europa, recuperare la presunta sovranità dispersa, risollevare l’economia italiana, aiutare i giovani e le famiglie. Il premier Giuseppe Conte lo aveva pure previsto nel suo personalissimo oroscopo gialloverde: «Il 2019 sarà un anno bellissimo». E invece, dopo appena 14 mesi di vita, con un contratto di governo tirato per la giacchetta ora da un lato ora da un altro, il governo del cambiamento implode, lasciando al suolo solo le rovine di un ecomostro mezzo Lega mezzo Cinque Stelle, che ha vissuto di annunci, scadenze elettorali e competizione continua tra i due alleati di governo.

Il problema, dopo poco più di anno, non è quello che Luigi Di Maio e Matteo Salvini non hanno fatto. Ma quello che hanno fatto e come lo hanno fatto. Di corsa, in un continuo gioco a chi arrivava primo. Senza concludere, o, peggio ancora, concludendo male. A partire dal raffazzonato reddito di cittadinanza. Un sussidio a misura di convention casaliniane, non certo a misura dei disoccupati in cerca di un lavoro. Tra presentazioni di slide, Postepay e kermesse di debutto dei navigator in versione Grande Fratello, i rubinetti del reddito sono stati aperti di tutta fretta giusto in tempo per le elezioni europee. Ma le cifre erogate non sono certo i 780 euro annunciati, i centri per l’impiego ancora arrancano. E di posti di lavoro da proporre ai percettori non se ne sono visti.

FINE DEL GOVERNO DEL "CAMBIAMENTO".... E perché poi le aziende in èra Di Maio dovrebbero assumere? La chiusura festiva dei negozi, che mira a ridurre del 75 per cento gli esercizi aperti nelle festività – dato contenuto nella proposta di legge presentata il 12 luglio – mette a rischio secondo la Confcommercio 400 mila occupati e il 10 per cento del fatturato, cioè 20 miliardi. Gli imprenditori esagerano? Tagliamo della metà e siamo a 200 mila posti di lavoro e 10 miliardi. Sommiamoli agli effetti del decreto dignità e sfioriamo i 300 mila occupati in meno e 11 miliardi di ricchezza prodotta persa.


FINE DEL GOVERNO DEL "CAMBIAMENTO".... Di Maio poi, che se ne intende, definisce una fake news il proposito di vietare anche gli acquisti online: ebbene, la fake è sua, in quanto il progetto consente sì di fare ordini via internet purché siano presi in carico nei giorni feriali successivo. Come i bonifici bancari. In questo caso le ricadute sulle aziende di e-commerce, e sul Made in Italy che si serve delle loro piattaforme, non sono ancora state stimate. Si può però ricordare che la sola Amazon ha investito in Italia 1,6 miliardi, fatto 3.600 assunzioni e annunciate altre 1.700.

La Banca d’Italia, oltre a confermare il deflusso di capitali dall’Italia, salito a 481 miliardi a giugno, ha specificato che le attività finanziarie nette all’estero degli italiani sono aumentate di 22,2 miliardi: non solo i mercati ma i nostri investitori puntano oltre frontiera. Ancora Bankitalia taglia le stime del pil all’1,3 quest’anno e all’uno il prossimo. La frenata della crescita è tutta nel secondo trimestre, così come i consumi che si dimezzano allo 0,2 per cento. “Le incertezze politiche iniziano a ripercuotersi su famiglie e imprese” dice Via Nazionale. Le cose vanno peggio, c’è stato un cambiamento, è quello del governo.

Idem per la “quota 100” targata Carroccio. Che non è l’abolizione della legge Fornero, come Matteo Salvini aveva annunciato. Tant’è che le domande sono state molte meno del previsto, viste le condizioni rigide per chi volesse andare in pensione prima. L’unico effetto che avrà la strombazzata quota 100 sarà quello di ridimensionare l’organico di qualche ufficio, soprattutto pubblico, senza aprire alle assunzioni dei giovani. Il calcolo è che ogni dieci prepensionamenti, i nuovi assunti saranno al massimo un paio. Mentre problemi dei pensionati italiani sono ancora tutti lì a guardare.


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Categorie: , Politica


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