Non esiste come mostro, come malattia, come problema reale, come concetto medico al pari di tante altre opinioni caratterizzanti la traballante e posticcia incastellatura sanitaria.

Bologna
08:30 del 11/01/2018
Scritto da Samuele
Non esiste come mostro, come malattia, come problema reale, come concetto medico al pari di tante altre opinioni caratterizzanti la traballante e posticcia incastellatura sanitaria.
Non esiste l'influenza, e ancor meno esiste il virus che la causa, e non esiste il ceppo e i ceppi che la fanno variare di anno in anno.
Gli unici veri ceppi che ammetto sono quelli degli alberi tagliati nei boschi che ci circondano.
Se non la chiami influenza, che cavolo è mai allora?
Ma qualcosa ci deve pur essere. 
Facciamo finta di credere alle tue trovate. Cos'è che esiste allora, al posto dell'influenza?
Esiste un fatto preciso, e cioè che la gente, almeno parte di essa, è viva e sana nonostante tutto, per cui il suo sistema immunitario reagisce agli insulti che l'organismo riceve oltre il livello di tolleranza massima.
Esiste cioè la goccia che fa traboccare il vaso per tanta gente nello stesso periodo.
Di quale tolleranza parli? Noi conosciamo solo le case di tolleranza, chiuse per quella rimbambita della Merlin.
Quale sarebbe questa goccia malandrina? 
Il concetto di tossiemia, ossia del livello di tolleranza tossine nel sangue è un principio elaborato dal dr John Tilden, medico-igienista, e colonna ideologica della ANHS (American Natural Hygiene Society).
Esiste nel nostro sangue una certa sopportazione ai veleni ed alle tossine acidificanti, che varia da persona a persona, da una stagione all'altra.
Quando questo limite viene superato, scatta il meccanismo della malattia e della febbre, in quanto il sistema immunitario viene chiamato in causa e interviene per una espulsione di tali tossine dal sistema, mediante una malattia chiamata in genere influenza.
La corresponsabilità dell'indebolimento stagionale

L'indebolimento stagionale è dovuto al cambio climatico, alla mancanza di vitamina D nelle ossa (per carenza di sole), all'incremento di cibi iperproteici ed acidificanti, cotti, grassi e salati, ai farmaci ed agli integratori che la gente prende, all'estrema penuria di vitamina C naturale.
L'indebolimento stagionale è imputabile ai cachi che restano sugli alberi come bandiera e simbolo della imbecillità umana, e che fanno cantare però di giubilo i tordi e i merli, increduli di poter usufruire di tanto ben di Dio che li ripara da ogni influenza stagionale nonostante siano senza maglie e senza riscaldamento, e che li ripara pure dalla suina, dall'AIDS e dal Papilloma, nonostante siano senza mascherine e senza profilattici.
E i malati veri allora quali sono?
I malati veri sono quelli che non reagiscono più all'indebolimento, quelli che sono malmessi a un livello tale da non avere lo spunto necessario ad avviare il motore di recupero, quelli a cui manca l'energia per condurre un processo di espulsione tossine.
E i falsi-sani quali sarebbero?
Quelli che non presentano alcun segno di febbre perché la loro circolazione è vischiosa e rallentata e non riesce nemmeno a trasferire in superficie la febbre ed il surriscaldamento che caratterizzano costantemente il loro tratto intestinale
Un intestino flaccido e disattivato che è di peso più che di sostegno al sistema cellulare
In pratica uno mangia male, mangia troppe cose sbagliate, mangia troppe poche cose giuste, non mangia affatto, integra in continuazione con porcherie di ogni genere e, quel che è peggio, non elimina regolarmente il risultato delle sue assurde indiscrezioni alimentari, si ritrova con l'intestino sostanzialmente flaccido e disattivato, con il metabolismo interrotto, con i suoi camion interni di nettezza urbano-cellulare in sciopero e con le cellule affamate-assetate-moribonde, pronte a defungere ed a trasformarsi in aggiuntivo carico virale-autologo da smaltire, e quindi in motivo ulteriore di richiamo batterico.
Eliminare i virus significa eliminare noi stessi
Voler eliminare il virus equivale rifiutarsi di essere vivi e di avere delle cellule che subiscono un continuo ricambio e che morendo si disintegrano in frammenti o detriti cellulari, in polvere umana.
Voler eliminare il virus significa voler eliminare noi stessi.
La polvere virale è poi priva di qualsiasi effetto patologico, se non quello di diventare anormalmente intasante e battero-richiamante nei momenti di intensa debolezza organica causata dalla costipazione e dallo stress, derivanti dagli stravizi, dalle pessime condizioni dell'ambiente cittadino che ci circonda, dalle conseguenti patologie in corso.
Una dichiarazione importantissima. Qualcosa di simile a una benedizione solenne urbi et orbi.
A conferma di questo, il dr Anthony Morris, virologo ed esperto responsabile del controllo ai vaccini della FDA, ha fatto una dichiarazione incredibilmente vera e trasparente: "Non esiste alcuna prova che il vaccino contro l'influenza sia utile".
I fabbricanti dei vaccini sanno benissimo che il loro prodotto non serve a niente, ma continuano però a venderlo.
E' come se il pontefice si affacciasse un giorno in Piazza San Pietro e dicesse: Fedeli, andare in chiesa e toccare l'acqua santa non serve a niente e non vi fa alcun bene.
Un secondo studio importante fatto sui casi di influenza in Canada tra il 1990 e il 2005,  riportato dal quotidiano National Post di Ottawa il 2/5/2006, attesta che Il vaccino antinfluenzale non ha ridotto il numero di casi, mentre questa campagna è costata ai contribuenti più di 200 milioni di dollari.
In Giappone, dove nel 1976 fu resa obbligatoria la vaccinazione in massa per i bambini delle scuole, prima della vaccinazione si ammalava 1 persona ogni 100 mila abitanti, dopo la vaccinazione se ne ammalavano ben 60 ogni 100 mila.
Effetti collaterali che vanno dai problemi cardiaci, alle paraplegie, all'Alzheimer
Tra gli effetti secondari e collaterali del vaccino, riviste famose come la British Medical Journal, citano lo sviluppo di pericarditi acute, problemi cardiaci, encefaliti, mielopatie, occlusione della vena centrale della retina, paraplegie, e altre affezioni ancora.
Le ricerche del dr Hungh Fudenberg, immunologo statunitense, provano inoltre che esiste un legame tra le vaccinazioni regolari contro l'influenza e un aumento sensibile del morbo di Alzheimer.

Da: QUI


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Categorie: , Curiosità, Salute, Scienze


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