Qui siamo arrivati all'assurdo adesso la casta si auto assolve ancor prima di entrare in parlamento , adesso hanno il permesso di di fare e dire quel che vogliono ancor prima di essere eletti , magari se ce ne sarà bisogno ci sarà il partito a tutela delinquenti che li farà eleggere e cosi saranno assolti in default anche sui fatti precedenti !

Torino
10:00 del 11/01/2017
Scritto da Gerardo

Qui siamo arrivati all'assurdo adesso la casta si auto assolve ancor prima di entrare in parlamento , adesso hanno il permesso di di fare e dire quel che vogliono ancor prima di essere eletti , magari se ce ne sarà bisogno ci sarà il partito a tutela delinquenti che li farà eleggere e cosi saranno assolti in default anche sui fatti precedenti ! Questa è la nuova linea del PD per mantenere in vita governo e future alleanze .... Semplicemente vergognosi e senza un briciolo di dignità , dove sono i discepoli piddini difensori degli indifendibili , dove sono quei cialtroni logorroici che sanno solo sparlare verso il M5S qualsiasi cosa faccia , quando poi questi signori del PD si ripresentano come sempre con i soliti favori a tutela della casta e dei loro interessi... dove siete ?

Il Senato “salva” il senatore Ap-Ncd Gabriele Albertini dal processo a suo carico per calunnia aggravata, nonostante le accuse rivolte al pm di Milano Alfredo Robledo che gli sono costate la querela, siano state pronunciate da Albertini quando ancora era parlamentare europeo. L’Aula di Palazzo Madama, con 185 sì, 65 no e 2 astenuti, ha approvato la decisione della Giunta per le Immunità presieduta da Dario Stefano (Misto) che il 25 ottobre scorso si era pronunciata a favore dell’insindacabilità. La maggioranza, ma soprattutto il Pd, si divide. Dei 94 Dem presenti, più di un terzo non “salva” Albertini: 17 votano contro e uno si astiene, mentre 18 non partecipano alla votazione.

Albertini nel 2012 presentò un esposto al ministero della Giustizia, perché secondo lui Robledo non aveva gestito correttamente tre fascicoli tra cui quello sull’acquisto di quote della società Autostrada Serravalle da parte della Provincia di Milano, allora guidata da Filippo Penati. Robledo si sentì calunniato e querelò l’ex sindaco. L’ex sindaco di Milano, allora eurodeputato, si rivolse al Parlamento europeo per ottenere l’immunità, ma gli fu negata. Per invitare il Senato a fare lo stesso, visto che Albertini non era senatore all’epoca dei fatti, venne presentata una petizione con centinaia di firme promossa da Paolo Pollice, ordinario di Diritto Civile all’Università di Napoli Federico II. “L’immunità retroattiva – spiegò – significa una totale impunità anche per reati commessi prima di entrare in Parlamento”.


Il senatore di Ap-Ncd aveva chiarito che senza l’insindacabilità avrebbe tolto il suo appoggio alla maggioranza. Alla prova del voto però il Partito democratico è risultato diviso sulla questione. E la divisione ci fu già in Giunta, dove il primo relatore designato Guido Pagliari decise alla fine di rinunciare all’incarico. Felice Casson votò contro, esattamente come oggi in Aula, e definisce la relazione della Giunta una “incredibile arrampicata sugli specchi”. Dura l’accusa del M5S che con Vito Crimi parla di “grave strappo” paragonando la decisione di oggi “al voto che ci fu in Parlamento sulla nipote di Mubarak” nel 2011. I Cinquestelle, Sinistra Italiana e parte della maggioranza contestano la competenza del Senato a decidere sulla questione.

La decisione del Senato rischia ora di diventare un “pericoloso precedente“, si spiega tra i contrari all’insindacabilità, visto che su Albertini si era già pronunciato il Parlamento europeo che aveva negato l’immunità in sede penale e in quella civile. Da ottobre ad oggi il “caso Albertini” era stato fatto slittare più volte. Poi, si osserva nell’opposizione, “una volta passato il referendum e ora che si è alla vigilia della sentenza (è attesa per il 13 gennaio)” si è deciso di votare. E senza che sia stato messo in calendario un altro “fascicolo caldo” della Giunta, deciso prima del “caso Albertini”: quello che riguarda la decadenza dal mandato di senatore di Augusto Minzolini, a cui nessun gruppo però fa più cenno.


Articolo letto: 558 volte
Categorie: , Denunce, Politica


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Risposte - Commenti

Umberto

12/01/2017 17:53:29
ma ancora non capite loro se la cantano e se la ballano, non cambierà mai niente loro entremremo nelle carceri e loro usciranno..
6

Gemma

11/01/2017 11:42:38
c’è pure chi si meraviglia che la gente odia, maspiegassero come si fa a non odiarli, una terapia di massa, invece di mandare messaggi di non odio agliitaliani. Ma è veramente roba da matti. Durerà finché la gente seguiterà a votare per Forza Italia, che è il mentore del Pd.
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