Dietro la figura da bambino cresciuto che si diverte a sparare missili, si nasconde un leader molto più vicino alla popolazione di quanto non lo fossero i suoi predecessori

Firenze
09:30 del 30/11/2017
Scritto da Luca

Ogni volta che i geni assoluti che abbiamo commentatori, esperti e politici non capiscono (o non vogliono capire) un fenomeno, lo derubricano a follia, o a populismo, e se ne disinteressano finché quel fenomeno non arriva a bussargli alla porta della camera da letto. Non è da sei mesi che questo nordcoreano si è cominciato ad organizzare. È da ben prima. Ma quella volpe della Clinton, che ha gestito la fallimentare politica estera di Obama per otto anni, aveva la testa sui gasdotti da imporre alla Siria.

La faccia paffuta, i più o meno confermati episodi di violenza sadica ai quali viene periodicamente accostato e un taglio di capelli che gli è valso il paragone con Psy, il cantante sudcoreano diventato famoso grazie alla hit Gangnam Style, hanno contribuito alla costruzione di un’immagine grottesca del presidente della Corea del Nord, Kim Jong-un. Immagine che ha indotto l’opinione pubblica internazionale, ma anche alcuni governi, a cadere nell’errore della sottovalutazione del personaggio. “Un pazzo che spara missili ovunque”, lo ha definito Donald Trump.


In realtà, dietro la figura da bambino troppo cresciuto che si diverte a giocare con gli armamenti, si nasconde un abile stratega molto più vicino alla popolazione di quanto non lo fossero i suoi predecessori. Un leader che in meno di un anno è riuscito a mettere in imbarazzo i capi di potenze mondiali come Stati Uniti e Cina e a instillare il timore di un attacco imminente tra le popolazioni di Giappone e Corea del Sud. “Sulla questione coreana. Kim Jong-un è l’unico che ne sta uscendo magnificamente dal punto di vista strategico”, commenta Antonio Fiori, docente di Politica e Istituzioni della Corea all’Università di Bologna. “La presunta irrazionalità dei suoi gesti nasconde un disegno preciso. Questa irrazionalità è un vestito di cui il leader nordcoreano può spogliarsi la sera”. Un fine stratega travestito da pazzo.

Dovrebbe essere noto a tutti che la Corea del Nord usci' dal conflitto del 1950/54 totalmente distrutta e in rovina. Tariq Ali che la visito' 15 anni dopo con una delegazione di giovani ricorda che Pyongyang era rasa al suolo come Hiroshima; ground zero dai B52 statunitensi ("UN").

Bisogna riconoscere che questo piccolissimo paese ne ha fatta di strada nell'isolamento e nell'ostilita' del resto del mondo, eccettuato il campo socialista, ora molto ridotto. Grazie anche ad un sistema stabile, e a delle guide politiche efficienti e capaci -, nonostante il fuoco di fila mediatico contro. Se oggi la RPdC rilascia dichiarazioni celebrative secondo un antico vezzo di quell'area e' anche perche' ha imposto al mondo la sua forte presenza .

Di vero c'è che se hai l'atomica o armi di distruzione di massa, nessuno ti viene a pestare i piedi. Se Saddam Hussein non si fosse fidato degli americani e non avesse distrutto le armi di distruzione di massa che aveva, sarebbe ancora al suo posto.


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Categorie: , Cronaca, Denunce, Economia, Esteri, Politica


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