Tra tutti, ci ha colpito in maniera particolare l’importanza, sia tattica che strategica che viene attribuita alla conformazione del terreno.

Bari
10:16 del 24/08/2019
Scritto da Alberto

ANTEPRIMA HUMANKIND - Humankind possiede molti aspetti innovativi, o comunque migliorati, rispetto ai predecessori dello stesso genere. Tra tutti, ci ha colpito in maniera particolare l’importanza, sia tattica che strategica che viene attribuita alla conformazione del terreno. E non parliamo soltanto dell’ovvia differenza tra una fertile pianura e una distesa desertica improduttiva, no.

In Humankind dovremo tenere sempre in altissima considerazione anche l’elevazione e l’altitudine dei territori che conquisteremo, parametro che influirà anche sulla possibilità di colonizzazione e l’eventuale “resa” di un insediamento, oltre a quello che, naturalmente, già influisce su spostamenti e modificatori vari in caso il territorio diventi un campo di battaglia.

Molto interessante è anche la “personalizzazione” che possiamo dare alla nostra civiltà nascente. Partiremo ovviamente con una non troppo numerosa tribù neolitica, e dovremo farci strada nei secoli crescendo e prosperando nella maniera più efficace possibile. Fino a qui, nulla di nuovo. In Humankind però, la nostra tribù potrà venire “plasmata” a nostro piacimento attraverso lo sviluppo di determinate caratteristiche che potranno essere “apprese” sia esplorando e plasmando il territorio, sia prendendo lo stile e le sembianze di una delle grandi civiltà del passato (Egizi, Inca, Germanici eccetera), ovviamente suddivise per periodo di sviluppo tecnologico e culturale.


ANTEPRIMA HUMANKIND - Il gioco è diviso in sei ere, e in ciascuna di esse saranno presenti altre dieci culture. Ed è qui che arriva la grande novità. Sebbene le culture siano storicamente accurate, viene introdotta la possibilità, andando avanti in questa storia dell’uomo alternativa, di fondere le diverse culture che scegliamo per ogni era. Questo significa che quando arriveremo all’era moderna, potremo ancora vedere i segni della nostra eredità egizia, ad esempio. Gli sviluppatori hanno giustamente sottolineato come la storia dei paesi umani non sia una storia fatta di isolamento e tradizione (tranne rarissime eccezioni), ma di spostamenti, integrazione e cambiamenti. Humankind vuole riflettere proprio questo aspetto della storia umana: non avremo quindi una sola cultura, quella scelta all’inizio, farsi avanti per dominare il mondo intero, ma la vedremo fondersi con altre culture successive, dando vita a delle fusioni inedite, che avremmo potuto vedere se gli eventi della storia avessero preso una piega diversa rispetto a quella che conosciamo.

Come dicevamo, la storia umana è fatta di scambi culturali tra diversi popoli, che hanno permesso a ciascuno di imparare il meglio degli altri e farlo proprio. Questa idea viene, in un certo senso, mantenuta in Humankind. Vi abbiamo detto che ogni cultura ha dei punti di forza e delle debolezze; la scelta delle culture successive vi permetterà di andare a coprire quei punti deboli, quei fianchi scoperti che potrebbero rivelarsi fatali di fronte alla presenza di un nemico pronto ad invaderci. Nelle battaglie, peraltro, potremo ritrovarci anche a schierare unità del passato: ad esempio, nella demo che ci hanno mostrato gli sviluppatori hanno contrapposto, al fianco di soldati tedeschi della prima guerra mondiale, dei soldati romani armati di scudo. Ovviamente, verrà il momento in cui le vecchie unità diventeranno obsolete e non potranno più dire la loro in un mondo che le ha ormai abbondantemente superate; per capirci, i soldati armati di scudo non saranno in grado di abbattere un carro armato. Tuttavia, potrebbero esserci situazioni in cui le vecchie unità potranno ancora rivelarsi inaspettatamente utili.


ANTEPRIMA HUMANKIND - La componente strategica della battaglia sarà importante nella modalità campagna del gioco, ma lo sarà ancora di più nella componente multigiocatore. Potremo giocare con un massimo di sette amici online, ed in questo caso potrebbe rivelarsi fondamentale la collaborazione con un altro giocatore per sopperire alle mancanze della nostra cultura. Non ci è stato mostrato alcunché del multigiocatore, con la promessa che molto verrà rivelato nel corso dei prossimi mesi. Anche per altri punti importanti del gameplay, come gli scambi commerciali, la diplomazia, i sistemi religiosi, etc. gli sviluppatori hanno rimandato le spiegazioni a data da destinarsi.

Purtroppo, dovremo pazientare ancora a lungo: il gioco è attualmente previsto per un generico 2020 su PC e Mac. Per quanto riguarda un’eventuale versione console, gli sviluppatori non hanno voluto sbilanciarsi, dicendo semplicemente che non rientra attualmente nei loro piani ma che non è un’idea che escludono a prescindere.


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Categorie: , Videogames


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