GLI ALBERI CI SALVANO LA VITA - Se in montagna, in mezzo a un bosco o a un prato verde, vi è capitato di percepire una sensazione di particolare benessere sappiate non è soltanto un’impressione. 

Trento
09:10 del 12/08/2019
Scritto da Gerardo

GLI ALBERI CI SALVANO LA VITA - Se in montagnain mezzo a un bosco o a un prato verde, vi è capitato di percepire una sensazione di particolare benessere sappiate non è soltanto un’impressione. Capita a tutti. E il motivo è scientifico. E’ statisticamente e scientificamente provato che il contatto dell’essere umano con la natura, in particolare con le piante, comporta benefici.

GLI ALBERI CI SALVANO LA VITA - Negli ultimi anni si stanno intensificando gli studi sull’interrelazione tra uomo e pianta che indagano i meccanismi fisici e biologici. La pianta, come ogni altro organismo vivente, ha una sostanziale componente bio-energetica che le consente di entrare in sintonia con ciò che la circonda. La teoria dell’eco designer Marco Nieri chiamata ‘Bioenergetic Landscapes’ dimostra che gli alberi emettono campi elettromagnetici tra i quali sono rilevabili frequenze analoghe a quelle emesse dalle cellule dei nostri organi, e per questo capaci di creare un’interazione con l’organismo umano.


GLI ALBERI CI SALVANO LA VITA - La qualità dell’interazione “uomo-pianta” dipende dalla particolare specie di albero: ogni tipo di pianta ha un’influenza diversa sui vari organi umani. Alcune specie sono molto benefiche, mentre altre si sono verificate ‘disturbanti’. E’ stato dimostrato, per esempio, che il tiglio è molto benefico soprattutto per il sistema nervoso, per le mucose e per i reni, mentre se si sta vicino a una quercia si ottiene un miglioramento del sistema cardiocircolatorio e immunitario.

La loro presenza infatticombatte il consumo elettrico dei condizionatori, che ha toccato punte più alte di sempre in questa estate africana:  in questo luglio bollente in Italia abbiamo toccato i 59mila 353 megawatt. Alle nostre città servono alberi dunque, e tanti. L’importante, ci avvisa Francesco Ferrini, docente ed esperto di Arboricoltura urbana, è scegliere l’albero giusto e metterlo al posto giusto: specie come platano, acero campestre, pioppo e olmo sono le più indicate per la loro resistenza a popolare i viali alberati delle nostre strade e piazze cementificate.

Alle indicazioni del Professor Ferrini, si affianca Gianluca Cristoni, Presidente Nazionale di Promoverde (Ass. per la Qualità del Paesaggio e del Florovivaismo) che ci segnala un altro dato importante: una pianta di media dimensione può abbattere fino a 30kg di elementi tossici prelevati direttamente dall’atmosfera. Basta fare due conti veloci per capire che ripulire l’aria che respiriamo filtrandola dai veleni che noi stessi produciamo è un compito che, se dovessimo ripagarlo ad un’azienda che se ne facesse carico tramite macchinari, ci costerebbe una cifra immensamente più alta di quella che occorre per manutenere un albero tra le nostre case


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Categorie: , Ambiente


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