Si tratta di una colletta 2.0: un insieme di persone conferisce denaro per finanziare un progetto attraverso siti internet dedicati.

Roma
08:30 del 13/10/2017
Scritto da Alberto

Si tratta di una colletta 2.0: un insieme di persone conferisce denaro per finanziare un progetto attraverso siti internet dedicati.

56 milioni e 782mila euro raccolti nel 2015 contro i circa 30 milioni del 2014: una crescita, quella del fenomeno del crowdfunding, che, secondo il “Crowdfunding in Italia – Report 2015” dell’Università Cattolica di Milano, in italia sfiora il 195%. Secondo lo studio, nella stragrande maggioranza dei casi i fondi sono stati raccolti con uno dei modelli “classici” di crowdfunding, ma inizia a essere rilevante anche l’ultima frontiera del settore, l’equity crowdfunding, il cui valore lo scorso anno ha raggiunto 1.637.631 euro (il 2,88% del totale).

Ma che cos’è di preciso il crowdfunding, e come funziona? Semplificando molto, si tratta di una sorta di colletta 2.0: il termine infatti indica il procedimento attraverso il quale un insieme di persone (crowd, cioè folla) conferisce denaro (funding) per finanziare un progetto o un’iniziativa. Il tutto utilizzando siti internet dedicati a questo modello di finanziamento. Mentre in molti Paesi del mondo il fenomeno non è soggetto a leggi o regolamenti specifici, l’Italia – primo Paese europeo a farlo – si è dotata di un regolamento approvato dalla Consob nel giugno 2013 e modificato lo scorso febbraio. La normativa è però relativa solo al cosiddetto equity crowdfunding, attraverso il quale si finanziano le startup innovative ricevendo in cambio una quota di partecipazione nell’impresa.

Chi propone il progetto lancia la raccolta per finanziare la piattaforma online, fornendo le informazioni sul progetto e sul traguardo economico da raggiungere. Se il progetto raggiunge l’obiettivo di raccolta minimo gli investitori ottengono la partecipazione al capitale sociale. Al contrario se non si riesce a raggiungere la somma necessaria il denaro versato viene restituito ai finanziatori.

A differenza di altri Paesi dove non vi è una regolamentazione specifica, l’Italia è il primo paese in Europa a essersi dotato di una normativa apposita per l’equity crowdfunding. Questa forma di finanziamento è considerata come uno strumento importante per favorire lo sviluppo delle start-up innovative, alle quali sono dedicate alcune norme del decreto legge n. 179/2012. Questo decreto ha delegato alla Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) il ruolo di disciplinare alcuni aspetti di questo fenomeno per infondere fiducia negli investitori.

Il 26 giugno 2013 la Consob ha adottato il regolamento in materia “Raccolta di capitali di rischio da parte di start-up innovative tramite portali online”. In base a questo decreto solo questo tipo di start-up potevano accedere alla raccolta di capitali tramite crowdfunding. Con Decreto Legge 24 gennaio 2015 n. 3, convertito con modifiche dalla legge 24 marzo 2015 n. 33, tale possibilità è stata estesa anche alle PMI e ad altri soggetti legati a progetti innovativi.


Piattaforme di equity crowdfunding in Italia

All’equity crowdfunding sono dedicate alcune specifiche piattaforme, controllate dalla Consob. Quando l’investitore decide di investire chi gestisce il portale deve trasmetterne l’adesione a una banca o a un’impresa di investimento. Gli investitori possono cambiare idea inoltre entro 7 giorni dal’adesione senza alcuna spesa. Per quanto riguarda i rischi sono senz’altro più elevati rispetto agli investimenti tradizionali, in quanto si tratta di progetti nuovi di cui non si sa molto. Inoltre con l’equity crowdfunding si diventa soci, partecipando interamente al rischio economico dell’attività.

Tra queste vi sono alcune con sede a Milano come Clubdealonline.com che offre agli investitori la sicurezza di un partner affidabile ed esclusivo; Assiteca crowdCrowdfundme con il motto “innovare, investire, crescere”; Ecomill, piattaforma dedicata a promuovere progetti nel settore ambientale ed energetico; Fundera, nata per promuovere tecnologie e servizi a basso impatto ambientale; Investi-reMamaCrowd.

Hanno invece sede a Roma Crowd4Capital, portale di equità crowdfunding attento ai nuovi trend; Europacrowd.it finanziato dalla regione Lazio, sito vincitore del bando “Innovazione Sostantivo Femminile”; Equinvest si occupa di investimenti di società di piccole dimensioni. Ha sede invece a Macerata la Cofyp iscritta nel 2016 nel registro dei gestori dei portali per la raccolta di capitali per le startup innovative. Next Equity ha sede a Civitanova Marche ed è nata da un accordo dell’Università di Camerino per finanziare progetti nati dentro e fuori dall’ateneo.

Sono originarie del bergamasco OpStartWe are starting nata con l’obiettivo di dare visibilità a imprenditori brillanti. Ha sede a Genova Unicaseed la piattaforma di Unicasim, un intermediario finanziario iscritto alla “Sezione Speciale dell’Albo tenuto dalla Consob”. Starsup di Livorno è stato invece il primo portale di equity-crowdfunding autorizzato dalla Consob per raccogliere capitali online. Infine Muum Lab è il primo portale di equity crowdfunding del Sud e nato per finanziare progetti legati a settori come l’Ict, l’energia e l’agroindustria, con sede a Molfetta in provincia di Bari.


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Categorie: , Economia, Guide, Lavoro


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