Qualcosa ci inventeremo.. tra 30 anni. Oggi è troppo presto! E poi siamo ad agosto, perchè disturbare le vacanze degli Italiani!? Questi sono articoli che vanno bene a novembre! Evviva l'Italia!

Napoli
07:30 del 10/08/2017
Scritto da Luca

Non preoccupiamoci. Fra 30 anni, quando questi ragazzi avranno versato zero contributi e non avranno più una famiglia alle spalle, ma nemmeno una da mantenere, quando non saranno più interessati a Facebook o Clash Royale, magari daranno il voto a qualcuno che prometterà loro di espropriare la pensione ai genitori (se vivi) oppure a qualcuno che proporrà di fare venire in Italia gli immigrati sotto l'obbligo di lavoro non pagato. Qualcosa ci inventeremo.. tra 30 anni. Oggi è troppo presto! E poi siamo ad agosto, perchè disturbare le vacanze degli Italiani!? Questi sono articoli che vanno bene a novembre! Evviva l'Italia! Evviva il futuro!

Il paese in cui i giovani sono in via d'estinzione


La strada avanza in bilico sugli argini, una crepa nell’asfalto a ricordarne la precarietà sulla palude. «Che l’uomo s’addormenti, per così dire, un solo istante, ed in pochi anni troverassi affogato», annotava un geografo nel 1831: «o almeno costretto ad abbandonare il suolo che lo vide nascere». Quell’abbandono adesso è in corso, ma non è dovuto al fango. È un esodo volontario, e inarrestabile. Di giovani. La provincia di Ferrara ne è diventata un deserto: il territorio in cui si contano meno giovani in assoluto in Italia. Solo un abitante su 10 ha fra i 18 e i 30 anni. I futuri ventenni hanno smesso di nascere, quelli attuali se ne vanno. La fuga all’estero sovrapposta al declino demografico è uno dei problemi più gravi dell’ultimo decennio per tutta la nazione. Queste terre basse ne rappresentano allora il campione perfetto, lo specchio proiettato al futuro. Il ripiegamento qui raggiunge il record in un comune chiamato Lagosanto.

È una classifica. Con dati riguardano i primi 50 comuni italiani in cui è diminuta la popolazione dai 18 ai 30 anni, dal 2008 ad oggi. Le analisi si riferiscono a municipi “stabili”, che non hanno subito accorpamenti. Che hanno territori costanti, quindi, ma in declino. In termini assoluti, in cima a questa classifica c’è allora Napoli: a cui hanno detto addio 6.501 ventenni in otto anni. È la cifra più alta, seguita dai quattromila ragazzi che hanno lasciato Messina, i tremila in fuga da Taranto, da Reggio di Calabria, Palermo, Bari e  Cagliari. Il mare arriva d’estate. D’inverno, i giovani sono altrove.


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Categorie: , Denunce, Lavoro


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