I BENEFICI DELLA DIETA GIAPPONESE - La dieta giapponese può essere un'alternativa alla dieta mediterranea in termini di benefici per la salute ed ha anche dimostrato di ridurre il rischio di insorgenza del tumore alla prostata.

Novara
05:30 del 09/10/2019
Scritto da Samuele

I BENEFICI DELLA DIETA GIAPPONESE - La dieta giapponese può essere un'alternativa alla dieta mediterranea in termini di benefici per la salute ed ha anche dimostrato di ridurre il rischio di insorgenza del tumore alla prostata. Tra i principali benefici, una più alta aspettativa di vita (79 anni per la mediterranea e 85 per la giapponese) e la riduzione di malattie cardiovascolari, diabete e cancro. È quanto emerge dall'incontro "Dieta giapponese e prevenzione oncologica" organizzato a Roma. Entrambe le diete hanno tassi di riduzione di rischio di determinate malattie: per l'ictus è del 25% per la dieta mediterranea e del 22% per quella giapponese; per i tumori è del 35% per la mediterranea e del 27% per la giapponese, per il Morbo di Parkinson è del 46% per la mediterranea e del 50% per quella del Sol Levante. 

I BENEFICI DELLA DIETA GIAPPONESE - La dieta giapponese riduce il rischio di tumore alla prostata. A dirlo è uno studio pubblicato dai ricercatori del Children's Hospital Medical Center di Cincinnati sulla rivista scientifica Biology and Reproduction. I benefici di questo regime alimentare sulla prevenzione del cancro della prostata sono dati dalla produzione di una molecola chiamata Equol che viene prodotta dall'intestino quando digerisce la soia e che sarebbe in grado di bloccare l'azione di un ormone maschile, il Dht, che è collegato all'ipertrofia prostatica e al tumore.


I BENEFICI DELLA DIETA GIAPPONESE - Secondo alcuni studiosi del dipartimento di Epidemiologia della Columbia University, inoltre, la "dieta del Sol Levante", povera di grassi, anche dopo l'accertamento del tumore, può influire sul decorso del tumore prostatico.

"Dal punto di vista clinico, l'alimentazione giapponese risulta efficace nella prevenzione secondo una duplice prospettiva", ha spiegato Andrea Tubaro, direttore dell'Unità operativa complessa di Urologia, dell'Ospedale Sant'Andrea di Roma, durante l'incontro 'Dieta giapponese e prevenzione oncologica', organizzato a Roma. "Anzitutto, la dieta giapponese è ricca di cibi come tofu, edamame, germogli di soia, caratterizzati da estrogeni deboli - ha aggiunto - cioè sostanze di derivazione naturale con una debole attività estrogenica. L'assunzione fin dall'infanzia di cibi con estrogeni deboli genera un'azione protettiva sul tumore della prostata. In secondo luogo, è molto povera di grassi saturi, che sono dannosi per l'organismo poiché innalzano i livelli del colesterolo, la cui alterazione può generare complicanze di tipo cardiovascolare". Secondo i dati presentati nel corso dell'incontro, il tumore alla prostata ha un'incidenza maggiore nei Paesi occidentali (ad esempio, è del 40% negli Stati Uniti), mentre in Giappone, i numeri si attestano su un'incidenza del 10%. "Investire sulla prevenzione è l'arma che abbiamo contro i tumori. Una dieta povera di grassi ma ricca di nutrienti permette non solo di evitarne l'insorgenza ma anche di aumentare la rispondenza alle terapie e di evitare le recidive", ha commentato la senatrice Maria Domenica Castellone (M5s).


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Categorie: , Salute, Scienze


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