ANTEPRIMA HUMANKIND - Humankind possiede molti aspetti innovativi, o comunque migliorati, rispetto ai predecessori dello stesso genere. Tra tutti, ci ha colpito in maniera particolare l’importanza, sia tattica che strategica che viene attribuita alla conformazione del terreno. E non parliamo soltanto dell’ovvia differenza tra una fertile pianura e una distesa desertica improduttiva, no. In Humankind dovremo tenere sempre in altissima considerazione anche l’elevazione e l’altitudine dei territori che conquisteremo, parametro che influirà anche sulla possibilità di colonizzazione e l’eventuale “resa” di un insediamento, oltre a quello che, naturalmente, già influisce su spostamenti e modificatori vari in caso il territorio diventi un campo di battaglia. Molto interessante è anche la “personalizzazione” che possiamo dare alla nostra civiltà nascente. Partiremo ovviamente con una non troppo numerosa tribù neolitica, e dovremo farci strada nei secoli crescendo e prosperando nella maniera più efficace possibile. Fino a qui, nulla di nuovo. In Humankind però, la nostra tribù potrà venire “plasmata” a nostro piacimento attraverso lo sviluppo di determinate caratteristiche che potranno essere “apprese” sia esplorando e plasmando il territorio, sia prendendo lo stile e le sembianze di una delle grandi civiltà del passato (Egizi, Inca, Germanici eccetera), ovviamente suddivise per periodo di sviluppo tecnologico e culturale. [foto2] ANTEPRIMA HUMANKIND - Il gioco è diviso in sei ere, e in ciascuna di esse saranno presenti altre dieci culture. Ed è qui che arriva la grande novità. Sebbene le culture siano storicamente accurate, viene introdotta la possibilità, andando avanti in questa storia dell’uomo alternativa, di fondere le diverse culture che scegliamo per ogni era. Questo significa che quando arriveremo all’era moderna, potremo ancora vedere i segni della nostra eredità egizia, ad esempio. Gli sviluppatori hanno giustamente sottolineato come la storia dei paesi umani non sia una storia fatta di isolamento e tradizione (tranne rarissime eccezioni), ma di spostamenti, integrazione e cambiamenti. Humankind vuole riflettere proprio questo aspetto della storia umana: non avremo quindi una sola cultura, quella scelta all’inizio, farsi avanti per dominare il mondo intero, ma la vedremo fondersi con altre culture successive, dando vita a delle fusioni inedite, che avremmo potuto vedere se gli eventi della storia avessero preso una piega diversa rispetto a quella che conosciamo. Come dicevamo, la storia umana è fatta di scambi culturali tra diversi popoli, che hanno permesso a ciascuno di imparare il meglio degli altri e farlo proprio. Questa idea viene, in un certo senso, mantenuta in Humankind. Vi abbiamo detto che ogni cultura ha dei punti di forza e delle debolezze; la scelta delle culture successive vi permetterà di andare a coprire quei punti deboli, quei fianchi scoperti che potrebbero rivelarsi fatali di fronte alla presenza di un nemico pronto ad invaderci. Nelle battaglie, peraltro, potremo ritrovarci anche a schierare unità del passato: ad esempio, nella demo che ci hanno mostrato gli sviluppatori hanno contrapposto, al fianco di soldati tedeschi della prima guerra mondiale, dei soldati romani armati di scudo. Ovviamente, verrà il momento in cui le vecchie unità diventeranno obsolete e non potranno più dire la loro in un mondo che le ha ormai abbondantemente superate; per capirci, i soldati armati di scudo non saranno in grado di abbattere un carro armato. Tuttavia, potrebbero esserci situazioni in cui le vecchie unità potranno ancora rivelarsi inaspettatamente utili. [foto3] ANTEPRIMA HUMANKIND - La componente strategica della battaglia sarà importante nella modalità campagna del gioco, ma lo sarà ancora di più nella componente multigiocatore. Potremo giocare con un massimo di sette amici online, ed in questo caso potrebbe rivelarsi fondamentale la collaborazione con un altro giocatore per sopperire alle mancanze della nostra cultura. Non ci è stato mostrato alcunché del multigiocatore, con la promessa che molto verrà rivelato nel corso dei prossimi mesi. Anche per altri punti importanti del gameplay, come gli scambi commerciali, la diplomazia, i sistemi religiosi, etc. gli sviluppatori hanno rimandato le spiegazioni a data da destinarsi. Purtroppo, dovremo pazientare ancora a lungo: il gioco è attualmente previsto per un generico 2020 su PC e Mac. Per quanto riguarda un’eventuale versione console, gli sviluppatori non hanno voluto sbilanciarsi, dicendo semplicemente che non rientra attualmente nei loro piani ma che non è un’idea che escludono a prescindere.

Milano
12:18 del 24/08/2019
Scritto da Carla

DIETA DEL PEPERONE PER DIMAGRIRE - Ipocalorici e ricchi di vitamine A, C ed E, i peperoni sono perfetti per chi desidera adottare un’alimentazione sana e dimagrire.

Arrivati nel Vecchio Continente nel XVI secolo, gli ortaggi gialli, arancio, verdi e rossi, sono una fonte inesauribile di antiossidanti e potassio, quest’ultimo  di incredibile importanza per il corretto funzionamento del cuore.  Capaci di rendere la pelle bella e luminosa, come detto, i peperoni sono di grande aiuto anche in caso si ambisca a buttare giù a qualche chilo.

DIETA DEL PEPERONE PER DIMAGRIRE - Il falso mito del peperone difficile da digerire – Spesso quando si va a fare la spesa, si tralasciano queste verdure in quanto poco digeribili. In realtà, i peperoni in sé non lo sono, bensì lo è la loro buccia per via della presenza di una sostanza chiamata capsicina. Cosa fare dunque? Semplice. Basta sbucciarli in fase di preparazione.

Prima di iniziarla, è fondamentale specificare che la fama dei peperoni come ortaggi difficili da digerire è in parte esagerata. Per essere precisi, bisogna ricordare che è legata alla presenza della capsicina, una sostanza che si trova soprattutto nella buccia. Non rimane quindi che consumarli senza per aggirare questo piccolo ostacolo.


DIETA DEL PEPERONE PER DIMAGRIRE - Detto questo, non resta che dare qualche informazione sul menu della dieta del peperone. Un’ipotetica giornata può cominciare con una colazione caratterizzata dall’assunzione di una tazza di latte scremato/latte vegetale, accompagnata da 2/3 fette biscottate integrali con un cucchiaino di miele o di marmellata senza zuccheri aggiunti.

Come spuntino, invece, si può consumare un frutto. Chi vuole, può anche optare per mezzo peperone alla griglia come spezza fame. Per quanto riguarda il pranzo, si può portare in tavola un’insalata di pollo e peperoni, scegliendo come fonte di carboidrati un frutto o una fetta di pane di segale.

Lo spuntino di metà pomeriggio può essere a base di yogurt greco (una delle migliori fonti di proteine), mentre per cena si può optare per un piatto unico avente come protagonista il peperone. Una buona idea può essere il peperone ripieno di ricotta, un piatto veloce e leggero contraddistinto dalla presenza di un ingrediente come la ricotta, famoso per la presenza di proteine nobili.

In virtù della presenza degli allergeni Cap a1 e Cap a2, i peperoni possono provocare delle reazioni avverse nei soggetti predisposti. Prima di iniziare la dieta, è quindi consigliabile consultare il proprio medico curante.


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Categorie: , Salute


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