LE CONFESSIONI DI DI PIETRO -Perché ora, a dire certe cose di Antonio Di Pietro, è proprio l'ex magistrato.

Torino
09:00 del 09/09/2017
Scritto da Gerardo

LE CONFESSIONI DI DI PIETRO - DOPO 25 ANNI, DI PIETRO CONFESSA: “HO COSTRUITO IL MIO CONSENSO POLITICO SULLE MANETTE. E SONO ANDATO A CASA” - “PENSAVO CHE TUTTI FOSSERO CRIMINALI. ORA CAPISCO CHE BISOGNA RISPETTARE LE IDEE DEGLI ALTRI” 

LE CONFESSIONI DI DI PIETRO -A dire certe cose di Antonio Di Pietro – tipo che l'ex pm ha costruito il consenso politico sulla paura delle manette, demonizzando qualsiasi avversario politico e dipingendo un'intera classe dirigente come una masnada di criminali – si rischiava di passare subito per biechi antidipietristi difensori di tangentisti e corrotti. Almeno fino ad oggi.

LE CONFESSIONI DI DI PIETRO -Perché ora, a dire certe cose di Antonio Di Pietro, è proprio l'ex magistrato. La confessione, o se preferite il mea culpa, arriva durante un collegamento video con lo studio di “L'Aria che tira estate”, trasmissione condotta da David Parenzo su La7.


Mancano pochi minuti a mezzogiorno, e il dibattito in studio si trascina, un po' stancamente, sulla propaganda di alcuni partiti che speculano sull'infondato timore della diffusione di malattie letali legate all'arrivo dei migranti, quando Di Pietro coglie l'occasione per ammettere le proprie “colpe”. “Se si cerca il consenso con la paura, lo si può ottenere a 3 giorni, a un'elezione, ma poi si va a casa. Io ne sono testimone, ché ho fatto una politica sulla paura e ne ho pagate le conseguenze”. Sgomento e incredulità tra gli ospiti, ma solo per un attimo. Poi subito scatta l'applauso, con Parenzo che chiede all'ex leader dell'Italia dei Valori di chiarire meglio il significato delle sue dichiarazioni: “In che senso, paura?”. Risponde Di Pietro: “La paura delle manette, la paura del, diciamo così, 'sono tutti criminali', la paura che chi non la pensa come me è un delinquente e quant'altro. Poi alla fine, oggi come oggi, avviandomi verso la terza età, mi rendo conto che bisogna rispettare anche le idee degli altri”.

Così l’ex leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, si pronuncia durante L’Aria che Tira Estate (La7), commentando le vicissitudini politiche italiane recenti. E, tra gli applausi in studio, aggiunge: “Ho costruito la mia politica sulla paura delle manette, sul concetto che erano tutti criminali, sulla paura che chi non la pensava come me era un delinquente. Oggi però, avviandomi verso la terza età, mi rendo conto che bisogna rispettare anche le idee degli altri.

“Mi volevano ministro a destra e a sinistra perché portavo qualche bagaglio di voti. Ho fatto l’inchiesta Mani Pulite con cui si è distrutto tutto ciò che era la cosiddetta Prima Repubblica: il male, che era la corruzione e ce n’era tanta, ma anche le idee. E sono nati i partiti personali: i Di Pietro, i Bossi, i Berlusconi. Tutti partiti che hanno il tempo della persona. Io personalmente, prima di rivolgere gli occhi al cielo, vorrei rendermi conto che non basta una persona”. “Pazzesco”, commenta, entusiasta e rapito, l’imprenditore Luigi Crespi


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Categorie: , Denunce, Politica


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