Diciamo pure, senza paura delle parole, che la vacanza a Roma si può trasformare in un supplizio. Nello sciopero dei trasporti, sotto un sole satanico, c’erano dovunque nugoli di turisti fermi, accasciati, sdraiati per terra, in vana attesa di chi non sarebbe arrivato.

Roma
14:30 del 10/09/2017
Scritto da Gregorio

Diciamo pure, senza paura delle parole, che la vacanza a Roma si può trasformare in un supplizio. Nello sciopero dei trasporti, sotto un sole satanico, c’erano dovunque nugoli di turisti fermi, accasciati, sdraiati per terra, in vana attesa di chi non sarebbe arrivato. Persone che qualche ora prima erano in un altro paese, arrivati a Roma, trepidanti, speravano in un soggiorno gioioso e hanno trovato una città paralizzata.

Tra rifiuti, topi e gabbiani intorno ai cassonetti, pic-nic selvaggi, capre e volpi che vanno in giro per il cuore della Capitale, bagni nelle fontane, Roma non può più essere Patrimonio Mondiale dell’Umanità e il suo centro storico, almeno per il momento, deve essere escluso dalla lista dei siti individuati dall’Unesco. Una proposta choc — dopo le denunce di Repubblica su rifiuti, degrado e bivacchi — che suona di provocazione, quella avanzata dal Codacons, che annuncia una formale richiesta alla sede centrale di Parigi dell’Unesco affinché la Capitale sia depennata dall’elenco dei siti protetti.


D’altronde la città Eterna, nella lista dei Patrimoni Mondiali dal 1980, non è “più simbolo di bellezza, storia, cultura e arte, ma rappresenta ormai solo il degrado, l’incuria l’abbandono in cui versa la città — spiega il presidente Carlo Rienzi — l’invasione di rifiuti e sporcizia, la presenza di topi e volatili che banchettano tra le strade, auto e moto parcheggiate su marciapiedi e isole pedonali, giardini e aree verdi trasformati in giungle, turisti che fanno il bagno nelle fontane storiche, manichini impiccati appesi dai tifosi di fronti al Colosseo in segno di minaccia, sono solo alcuni dei problemi quotidiani di Roma che fanno venire meno i requisiti per il rilascio del prestigioso riconoscimento”.

Bande di borseggiatori danno la caccia al turista più debole, quello più anziano, che si guarda spaesato e rende così manifesta la sua condizione di indifeso. Falsi poliziotti hanno rapinato un turista di 73 anni. Con quale coraggio si guardano – se si guardano - allo specchio? E poi, incredibilmente, si da credito a tutto ciò che aumenta il grado di disordine della città: la moltiplicazione delle bancarelle (chissà perché viste come «popolari» in opposizione ai negozi); l’eterna assenza delle strisce bianche; la storia di Roma ridotta ai centurioni. L’assenza di un qualche ordine condiviso avvolge la città in una provvisorietà, precarietà e incertezza che sembrano innaturali.


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Categorie: , Cronaca, Denunce, Politica, Sociale


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