Frutto del lavoro di Luigi Di Maio, titolare dei dicasteri del Lavoro e dello Sviluppo economico, il decreto tocca tutta una serie di questioni care ai cinque stelle.

Napoli
06:30 del 28/06/2018
Scritto da Sasha

Dal gioco d’azzardo ai contratti a termine, passando per delocalizzazioni e redditometro. Sono questi i temi toccati dal governo nel suo primo appuntamento importante con le questioni economico-sociali, inserite all’interno del ribattezzato “Decreto Dignità” che sarà esaminato dal consiglio dei ministri previsto nei prossimi giorni.

Frutto del lavoro di Luigi Di Maio, titolare dei dicasteri del Lavoro e dello Sviluppo economico, il decreto tocca tutta una serie di questioni care ai cinque stelle. A partire dal gioco d’azzardo, per il quale è prevista una stretta sulla pubblicità: dal 2019 vi sarà una blocco totale a “tutte le forme di comunicazione”, con multe salate (non meno di 50mila euro) per chi sgarrerà.

Pugno duro anche per quanto riguarda le delocalizzazioni, specialmente nei confronti di chi sposta la produzione all’estero dopo aver ricevuto aiuti di Stato. Il Decreto Dignità prevede anche qui sanzioni due, da 2 a 4 volte (più gli interessi) l’ammontare dei contributi erogati. Analogo discorso, con obbligo di restituire gli aiuti, alle imprese beneficiare che abbiano però ridotto “i livelli occupazionali degli addetti all’unità produttiva o all’attività interessata dall’aiuto nei dieci anni successivi alla data di conclusione dell’iniziativa”.


Restando sul lato del lavoro, il decreto opera un giro di vite sui contratti a termine, per i quali viene lasciato il tetto a 36 mesi ma bisognerà sempre indicare la causale e ad ogni rinnovo (che passano da un massimo di 5 a 4) il costo per l’azienda crescerà di 0,5 punti percentuali. Novità anche per i contratti di somministrazione, che non potranno superare il 20% della forza-lavoro. Non entrano invece del decreto, almeno per il momento, le misure annunciate da Di Maio a tutela dei “rider” della cosiddetta gig economy.

Il Decreto Dignità affronta in ultimo le questioni fiscali. Aveva fatto discutere, nei giorni scorsi, l’obbligo di fatturazione elettronica imposto ai distributori di carburanti: sarà rinviato al 2019. Verrà invece abolito, stante un uso “davvero limitato” dello strumento, il redditometro.

Da: QUI


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Categorie: , Denunce, Nuove Leggi, Politica


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