Il dispositivo è sempre più diffuso e avrebbe potuto evitare un incidente come quello della A14. Il problema è che non tutti lo attivano

Genova
14:00 del 10/08/2018
Scritto da Luca

Il dispositivo è sempre più diffuso e avrebbe potuto evitare un incidente come quello della A14. Il problema è che non tutti lo attivano

Nessuno è perfetto, tutti siamo fallibili: è un dato di fatto. Forse non sapremo mai se l'autista dell'autocisterna piena fino all'orlo di GPL che ha tamponato il TIR fermo in coda scatenando l'inferno sulla A14 fosse distratto, oppure troppo stanco per guidare. Ci sono però molti meno dubbi sul fatto che, se il camion fosse stato dotato di cruise control adattivo con frenata d'emergenza, probabilmente questa tragedia si sarebbe potuta evitare.

Scelte importanti

Il tragico incidente di Borgo Panigale, che ha provocato 145 feriti e un morto, è solo la punta dell'iceberg: ogni giorno, su tutti i tipi di strade, dalla città alla statale, passando per le tre corsie, si verificano tamponamenti che mettono in pericolo vite. Ormai dispositivi quali frenata automatica (velocità basse e cittadine) e cruise control adattivo (alte velocità) sono largamente diffusi: tuttavia, se il primo rimane sostanzialmente sempre attivo, il secondo va inserito. 

Come funziona

Il cruise control adattivo è un regolatore di velocità un po' speciale: si inserisce sempre dai soliti tasti al volante ma, a differenza del cruise tradizionale, è capace di mantenere sia la velocità sia la distanza di sicurezza dal veicolo che precede, agendo in autonomia sui freni. C'è di più: i sistemi più recenti, se necessario, possono anche arrestare la vettura automaticamente, evitando il tamponamento. Per rilevare la presenza di veicoli davanti all'auto, il sistema si avvale di sensori radar e telecamera, che però, va detto, possono avere problemi di funzionamento in caso di nebbia o neve. Si tratta di un congegno, comunque, che “lotta” insieme a noi da 20 anni: fra le prime che lo hanno montato ci sono da segnalare la Mitsubishi Diamante del 1995 (agiva solo su acceleratore e cambio) ma anche la Mercedes Classe S del 1999, la prima a montare il Distronic, la BMW Serie 7 del 2000 e la Lancia Thesis del 2002.

Aiuto o impaccio?

E proprio qui... casca l'asino: molti automobilisti evitano. I motivi? Rispetto al cruise tradizionale, l'adattivo mantiene sempre la stessa distanza (impostata dal conducente) dal veicolo che precede. Così, accade che nel caotico – e non troppo disciplinato – traffico delle autostrade italiane il sistema venga visto più come un impaccio che un aiuto. Soprattutto se non è di quelli più raffinati e agisce su freno e acceleratore senza troppi complimenti. E nonostante sia sempre più diffusa la funzione freno capace, entro un certa velocità, di arrestare l'auto per tempo ed evitare il tamponamento.

Verso quota zero incidenti

Una mentalità, questa, che dovrebbe cambiare. Perché, anche se molti li reputano noiosi e perfino “disturbanti”, questi sistemi eviterebbero migliaia di incidenti. Lo sa bene l'Unione Europea, che si è già messa al lavoro di concerto con le Case per raggiungere l’obiettivo Vision Zero, ovvero azzerare vittime e feriti gravi a causa di incidenti entro il 2050. Con, tuttavia, alcuni “paletti”: l'ACEA (Associazione europea dei costruttori di automobili) ha benedetto telecamera posteriore e frenata automatica ma ha bacchettato l'Unione riguardo l'obbligatorietà del cruise control intelligente. In grado di adattarsi automaticamente ai limiti della strada che si sta percorrendo, si scontrerebbe con un'infrastruttura (segnaletica e database GPS) ancora acerba e non coerente in tutto il mondo. Insomma, la strada verso la Vision Zero è ancora lunga. Ma possiamo già fare molto con gli angeli custodi elettronici di cui disponiamo: basta ricordarsi di usarli...

Da: QUI


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Categorie: , Motori, Tecnologia


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