CACCIA RIAPERTA IN ITALIA - Le specie cacciabili in Italia sono 48 e ogni cacciatore ha la possibilità di cacciare un numero massimo di animali per ogni giornata venatoria (carniere giornaliero) e un numero massimo per stagione (carniere stagionale).

Genova
10:00 del 05/09/2019
Scritto da Sasha

CACCIA RIAPERTA IN ITALIA - Le specie cacciabili in Italia sono 48 e ogni cacciatore ha la possibilità di cacciare un numero massimo di animali per ogni giornata venatoria (carniere giornaliero) e un numero massimo per stagione (carniere stagionale). Basandoci sul numero di cacciatori, che in Italia sono circa 600.000, e sui carnieri (il registro del numero di animali uccisi durante una battuta di caccia) delle Regioni Veneto, Lombardia, Sicilia e Toscana, abbiamo elaborato una stima: ogni anno possono venire uccisi legalmente 464 milioni di animali, circa 5 milioni per ogni giornata venatoria, 500.000 per ogni ora, 139 al secondo!

CACCIA RIAPERTA IN ITALIA - Un numero davvero elevato di animali, che può addirittura aumentare: basti considerare che le informazioni fornite dai cacciatori sono autocertificate, per cui non vi è alcuna certezza che i limiti imposti dai carnieri siano rispettati; inoltre la principale vigilanza esercitata sull’attività venatoria viene svolta dalle guardie venatorie volontarie, che spesso appartengono alle stesse associazioni cui appartengono i cacciatori. In pratica, i cacciatori si controllano da soli.

Le specie a rischio
Tra le specie a rischio che vengono regolarmente abbattute in Italia durante la stagione venatoria ci sono sette uccelli, per i quali la LIPU ha avviato una importante campagna informativa volta alla loro tutela.
Tortora selvatica. Tra le specie cacciabili in Italia più emblematiche vi è sicuramente la tortora selvatica (Streptopelia turtur), una specie classificata con codice VU (vulnerabile) nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. Dagli anni '70 del secolo scorso ai giorni nostri questo uccello ha subito un sensibile declino in tutta Europa. In alcuni Paesi come la Gran Bretagna è stato messo a punto un piano d'azione per proteggere la tortora selvatica, ma in Italia può essere tranquillamente abbattuta.



CACCIA RIAPERTA IN ITALIA - Pernice bianca. La pernice bianca (Lagopus muta), analogamente alla tortora selvatica, negli ultimi decenni ha subito un sostanziale crollo in Europa e in Italia, con una riduzione delle popolazioni dal 30 al 40 percento, ad esempio in Friuli Venezia Giulia e in Veneto. Questa specie vive in montagna ed è particolarmente suscettibile ai cambiamenti climatici; a causa delle stagioni sempre più calde è praticamente sparita dall'area prealpina. Si stima che in tutto l'arco alpino restino tra le 5 e le 8mila coppie.
Allodola. Per l'allodola (Alauda arvensis) la caccia rappresenta la principale minaccia alla sopravvivenza – è una delle prede privilegiate dai cacciatori – assieme alle pratiche agricole (come l'uso di pesticidi) e alla distruzione dell'habitat in cui nidifica. In alcune regioni italiane ha subito un crollo notevole. Basti pensare che in Lombardia in soli 15 anni è stata registrata una perdita dell'80 percento delle coppie. La specie è in declino in tutta Europa.
Coturnice. In Italia si stima vivano tra le 10mila e le 20mila coturnici (Alectoris graeca), circa la metà di quelle presenti nell'Unione Europea. La popolazione italiana è in declino da cinquanta anni a causa della distruzione dell'habitat naturale e della diffusione di parassiti, che ne hanno decimato e frammentato gli esemplari sul territorio. Nonostante ciò la coturnice viene ancora cacciata regolarmente durante la stagione venatoria.
Tordo sassello. Il passeriforme tordo tassello (Turdus iliacus) è il più piccolo della famiglia dei tordi. I dati su questa specie non sono molto approfonditi e non si ha una stima precisa della popolazione che sverna in Italia. È noto tuttavia che questo uccello è particolarmente sensibile ai cambiamenti climatici. Come l'allodola, è tra le vittime privilegiate dai cacciatori: si stima che ogni anno ne vengano uccisi in Italia un milione di esemplari, 200mila dei quali nella sola provincia di Brescia.
Pavoncella. La splendida pavoncella (Vanellus vanellus), così chiamata per i riflessi iridescenti del piumaggio che ricordano quelli del pavone, a partire dagli anno '70 ha subito un importante declino in tutta l'Unione Europea, dove viene classificata come specie vulnerabile. Lavori agricoli, predazione delle uova da parte di mammiferi invasivi e cornacchie, condizioni climatiche e la caccia sono tra le principali minacce. La specie, oltre che in Italia, viene cacciata anche in Francia, Grecia e Spagna.
Moriglione. In Italia si stima che ci siano soltanto 300/400 coppie di moriglioni (Aythya ferina) nidificanti, mentre gli esemplari svernanti sono abbastanza numerosi. Questa anatra tuffatrice soffre moltissimo la cattiva qualità dell'acqua e la distruzione del suo habitat naturale: tali fattori hanno determinato un significativo declino a livello europeo a partire dagli anni '90. Il moriglione viene cacciato sul territorio nazionale sia legalmente che illegalmente.


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Categorie: , Ambiente, Cronaca, Denunce


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