AUTONOMIA REGIONI DEL NORD - C’è qualcuno capace di intestarsi la battaglia contro il Regionalismo Differenziato con almeno metà dell’energia usata contro la riforma costituzionale di Matteo Renzi?

Trento
07:30 del 11/07/2019
Scritto da Samuele

AUTONOMIA REGIONI DEL NORD - C’è qualcuno capace di intestarsi la battaglia contro il Regionalismo Differenziato con almeno metà dell’energia usata contro la riforma costituzionale di Matteo Renzi? Esiste in Italia un’opposizione capace di dire che un tema come questo non può essere deciso da un accordo bilaterale tra Governo e Regioni ma deve passare per il Parlamento? Perché l’unica “vera” riforma in cantiere, la sola che porterà conseguenze di lungo periodo negli assetti italiani – è anche la meno criticata, contestata, attenzionata, al punto che non si conosce nemmeno il testo-base su cui si sta lavorando? Sono le domande da porsi all’indomani dell’ennesimo, misterioso vertice a Palazzo Chigi su questa nuova autonomia, un progetto che cambierà volto al Paese: nella migliore delle ipotesi trasformandolo in una sommatoria di potentati regionali e nella peggiore scardinando l’articolo 117 della Costituzione, quello che attribuisce la potestà legislativa allo Stato e lo obbliga a garantire gli stessi diritti civili e sociali a ogni cittadino su tutto il territorio della Repubblica.

AUTONOMIA REGIONI DEL NORD - Non si tratta di una piccola questione amministrativa che riguarda solo alcuni territori, ma di una svolta politica di prima grandezza che tocca l’intero Paese e deciderà il suo futuro. Se ne sa pochissimo. I testi su cui si sta contrattando riguardano le tre regioni che ne hanno fatto richiesta – Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna – ma un dibattito pubblico sul tema è impossibile perché sono praticamente secretati. Per l’opposizione di sinistra potrebbe essere un gran cavallo di battaglia, e anche Forza Italia e Fratelli d’Italia – due partiti “nazionali” fin dalla denominazione – potrebbero farne il perno di una opposizione finora poco più che formale.


AUTONOMIA REGIONI DEL NORD - E invece no. Se ne parla poco, con timidezza, da una parte – a destra – bloccati dalle intese con la Lega sui territori, dall’altra – a sinistra – dalla scelta del governatore emiliano Stefano Bonacina di agganciarsi già nel 2017 al carro autonomista e di farlo proprio

L’Autonomia differenziata di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna porterà gli stipendi dei professori ad essere più alti al Nord rispetto che al Sud. La bozza tenuta nascosta dal governo al Parlamento e all’opinione pubblica, da pagina 13 a pagina 19, elenca le 36 competenze scolastiche che passano dallo Stato alle due Regioni (l’Emilia Romagna chiede autonomia solo sulla formazione professionale). Spiega oggi Corrado Zunino su Repubblica:

Secondo la nuova intesa, si attribuisce alla Regione interessata «potestà legislativa in materia di norme generali sull’istruzione» (citando l’articolo 117 della Costituzione, architrave dell’accordo). Il Veneto, per esempio, potrà riorganizzare «il sistema educativo regionale» anche in relazione al «contesto sociale ed economico». Potrà intervenire, quindi, sulla valutazione scolastica «introducendo ulteriori indicatori legati al territorio». Potrà nascere una “pagella regionale” con materie ispirate «dal contesto». Nei professionali del Bellunese ci potranno essere, per esempio, discipline legate all’industria dell’occhiale


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Categorie: , Denunce, Politica


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