Una zuppa calda e ristoratrice che scalda i cuori e rifocilla nelle fredde giornate invernali.

Cagliari
10:00 del 13/10/2017
Scritto da Carla

Una zuppa calda e ristoratrice che scalda i cuori e rifocilla nelle fredde giornate invernali. E’ così che nasce l’acquacotta, una minestra antica della tradizione toscana che ci racconta le storie di contadini, carbonai, pastori e spaccalegna della maremma in un tempo in cui la fame aguzzava l’ingegno e le minestre erano l’unico pasto che ci si poteva permettere dopo le fatiche del lavoro, quando la fame era tanta ma il cibo era poco. Un piatto di fortuna che si arricchiva con quello di cui si disponeva e che la stagione offriva, una sorta di moderno svuotafrigo: pomodori, sedani, cipolle, erbette selvatiche, formaggio locale per insaporire e poi un bell’uovo, per dare sostanza, da tuffare nella zuppa appena pronta così da permettergli di cuocere nel brodo caldo... una minestra povera ma allo stesso tempo ricca di nutrienti, un po' come la zuppa del contadino o la zuppa alla pavese, tipica di un'altra regione del nostro territorio. Qualche fetta di pane raffermo tostato e insaporito con gli odori completa il piatto rendendolo ancora più aromatico. L’acquacotta è una pietanza semplicemente buona, genuina e gustosa che mantiene vivi i sapori di una volta rustici e sinceri.

Conservazione

Una volta aggiunto l’uovo consigliamo di consumare subito l’acquacotta. In alternativa potete conservarla senza uova in frigorifero per un paio di giorni oppure congelarla.

Consiglio

L’aggiunta di spinaci, verze, broccoli o altre verdure di stagione renderà ancora più ricca e saporita la vostra acquacotta!

GLI INGREDIENTI

4 cipollemedie

1/2 sedanoverde

500gr pomodorimaturi

1500gr brodovegatale

2 uova

50gr olio d'olivaextra vergine

basilico

8fette paneraffermo

100gr pecorinograttugiato

LE ISTRUZIONI

Preparare un brodo vegetale (ne occorrerà circa un litro, un litro e mezzo) nella maniera che preferite. La cosa migliore sarebbe prepararlo con le verdure fresche ma anche un brodo di dado vegetale può essere adatto allo scopo.

Pulire le cipolle e tagliarle a fette sottili. Pulire il sedano, tagliarle grossolanamente con la un coltello.

Spellare i pomodori mettendoli per qualche minuto in abbondante acqua bollente, tagliarli a quarti, togliere i semi e tagliare la polpa a cubetti.

In una pentola, possibilmente di coccio, mettere qualche cucchiaio di olio extravergine d'oliva e fare appassire le cipolle a fuoco dolce, successivamente aggiungere il sedano.

Fare cuocere il tutto per circa 20/30 minuti; versare un litro circa di brodo vegetale caldo e tenerlo sul fuoco per un'altra mezz'ora affinché il brodo si ritiri piano piano.

Quando saranno quasi sfatte (se in cottura asciugassero troppo aggiungere un poco di acqua calda), aggiungere il pomodoro tagliato a cubetti, tritate e il basilico spezzettato grossolanamente con le mani. Regolare di sale e di pepe.

Una volta trascorso questo tempo (il risultato dovrà essere quello di una sorta di minestrone ma comunque abbastanza "brodoso") aggiungere le uova, uno per volta, direttamente nella pentola facendo attenzione che non si rompano; farle cuocere per ¾ minuti in modo che diventino "uova in camicia".

In ogni scodella mettere una fetta di pane tostato, delle scaglie di pecorino e versarvi sopra, con un romaiolo, l'acquacotta caldissima e un uovo a testa.

Servire l'acquacotta maremmana con del pecorino a parte.


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Categorie: , Cucina


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