C'è perfino chi riesce a sostenere che siano dati "positivi", ma i numeri sono invece agghiaccianti. Nei primi tre mesi del 2017 proseguono le chiusure aziendali, cioè i fallimenti e le chiusure volontarie o per concordato preventivo.

Milano
05:30 del 19/05/2017
Scritto da Gregorio

C'è perfino chi riesce a sostenere che siano dati "positivi", ma i numeri sono invece agghiaccianti. Nei primi tre mesi del 2017 proseguono le chiusure aziendali, cioè i fallimenti e le chiusure volontarie o per concordato preventivo.

Complessivamente, in Italia, sono  ben 19.000 (diciannovemila!)  le imprese che hanno lasciato il mercato (fallite o chiuse) cancellando decine di migliaia di posti di lavoro fra gennaio e marzo 2017.

Si tratta di più di 211 (duecentounidici!) chiusure al giorno, qualcosa come più di otto (otto!) aziende che ogni ora del giorno e della notte, sabati e domeniche inclusi, chiudono i battenti in Italia.

Vero è che sarebbero il 5% in meno rispetto allo stesso periodo del 2016, toccando così il livello più basso dal 2009, ma arrivano dopo sette anni di recessione e quindi sono dati molto più gravi, perchè dopo tanta crisi ci si poteva aspettare che le aziende che sono sopravvissute potessero continuare a lavorare. E invece continua la strage.


I dati fin qua scritti sono ufficiali, sono Sono i principali risultati emersi dall'Osservatorio su fallimenti, procedure e chiusure di imprese relativo al primo trimestre 2017, diffusi oggi da Cerved, gruppo leader in Italia nell'analisi del rischio di credito e nella gestione dei crediti deteriorati.

Marco Nespolo, amministratore delegato di Cerved, commenta: "La diminuzione di nuovi default, che secondo le nostre attese proseguirà anche nei prossimi trimestri, è un fattore cruciale per favorire lo smaltimento dello stock di NPL (crediti marci erogati dalle banche alle imprese - ndr) e la ripresa del credito alle Piccole e Medie Imprese".

Sono 3 mila le imprese che hanno aperto una procedura fallimentare nei primi tre mesi del 2017, una riduzione del 17% rispetto a quanto rilevato nello stesso periodo del 2016. La diminuzione ha coinvolto tutte le diverse tipologie di impresa anche se le riduzioni risultano più marcate fra le società di persone (-27,4%) e fra le società di capitale (-17,6%) rispetto alle imprese organizzate in altre forme giuridiche (-4,3%). A livello settoriale, il calo è generalizzato ma la tendenza risulta particolarmente marcata nell'industria (-22% rispetto allo stesso periodo del 2016), seguita dalle costruzioni (-18%) e dai servizi (-17%). Su un orizzonte di più lungo periodo, il settore costruzioni e servizi evidenziano ancora un importante gap (rispettivamente del +89% e +78% fallimenti e chiusure). Anche questi dati sono forniti dal Cerved, oggi.

Da: QUI


Articolo letto: 309 volte
Categorie: , Cronaca, Denunce, Economia


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Risposte - Commenti

Paolo

19/05/2017 18:36:13
Signori del governo state distruggendo il valore di tante persone con i vostri tagli. del 'economia italiana con le chiusure di tante aziende come si può garantire sicurezza e lavoro a tanti di noi .
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Lealdo

19/05/2017 09:11:40
L'Europa a piú velocità é ormai evidente, bisogna prenderne atto e cercare delle soluzioni invece di dare tutto per scontato. la doppia moneta può essere un passo avanti, anche se non so se sarà in grado di sistemare le cose nel lungo periodo. nella storia i cambi fissi sono sempre saltati prima o dopo.
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