Da Paese uscito sconfitto dal secondo conflitto mondiale, e con una importanza geopolitica rilevante, all’Italia è stata imposta una presenza massiccia di basi militari su tutto il territorio nazionale.

Milano
06:30 del 11/09/2018
Scritto da Gerardo

Da Paese uscito sconfitto dal secondo conflitto mondiale, e con una importanza geopolitica rilevante, all’Italia è stata imposta una presenza massiccia di basi militari su tutto il territorio nazionale.

Con l'adesione al patto atlantico di difesa miliare NATO del 4 aprile 1949, l'Italia entra e si posiziona ufficialmente all'interno del blocco occidentale contrapposto a quello sovietico e del patto di Varsavia, diventando un'importante base logistico-militare per le truppe alleate, sopratutto per quelle americane.

Basti pensare che dal dopoguerra in poi, la presenza militare americana ha garantito a Washington un controllo capillare nel Mediterraneo, che doveva essere difeso, a detta del Pentagono, dalla minaccia sovietica. Gli americani hanno depositato un cospicuo numero di testate nucleari in Italia, che tutt'oggi rimangono attive.


Ma è soprattutto negli ultimi trent'anni che queste basi, marine, aeree e di terra si sono rivelate di grande importanza: ad esempio per le operazioni di intervento militare contro la Serbia nel conflitto Jugoslavo, nelle missioni di peace keeping nelle neonate repubbliche in quell'area o in Libia e per il rifornimento logistico navale nei due conflitti in Iraq.

La presenza USA nel nostro Paese non si è mai alleggerita, neanche dopo la fine della guerra fredda e il crollo dell'Unione Sovietica. È anzi rimasta ben presente per tre importanti motivi: per supporto logistico alle guerre di "esportazione di democrazia" nel Mediterraneo e nel golfo, per mantenere una pesante "occupazione" militare in Europa e infine per proseguire nell'ottica di una politica di accerchiamento della Russia.

Ogni anno gli italiani versano in media 400 milioni di euro per mantenere ufficiali e soldati dell’esercito Usa sul nostro territorio,senza saperlo, ciò è il frutto di accordi presi tra le 2 nazioni dopo la seconda guerra mondiale.

A denunciarlo è Mauro Bulgarelli, ex deputato, il quale promosse un referendum per smantellare qualsiasi armamento nucleare sul territorio italiano, ha anche redatto una proposta di legge per la desecretazione dei documenti di Stato, per fare luce sulle troppe questioni che rimangono nascoste all’opinione pubblica, dalle basi militari alle stragi.


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Categorie: , Cronaca, Denunce, Economia, Sociale


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